CCNI Mobilità: il Ministero porta in stallo la trattativa

Comunicato unitario di FLC CGIL, UIL Scuola, Snals e Gilda

giovedì 27 gennaio 2022
Si è appena concluso l’incontro del tavolo negoziale per il contratto sulla mobilità. L’Amministrazione ha rifiutato di proseguire la trattativa sul testo che mostra parecchie criticità e ha imposto un prendere o lasciare immediato che ha reso impossibile la firma da parte di FLC CGIL, UIL Scuola, Snals e Gilda.
Il testo presenta ancora troppi vincoli che danneggiano l’intero personale scolastico che rappresenta oltre un milione di persone che rischiano di vedersi la strada sbarrata da blocchi legislativi non rimossi.L’attenuazione dei vincoli di permanenza valida per un solo anno crea una disparità tra tutti i docenti interessati ma assunti in anni scolastici diversi, per cui per qualcuno il vincolo si esaurirebbe già da questo anno scolastico, per altri invece permarrebbe anche per gli anni scolastici successivi.
Rimane inoltre l’anomala estensione del vincolo triennale per tutti i docenti già di ruolo che presentano e ottengono una qualsiasi sede che abbiano richiesto: la sottoscrizione di un contratto integrativo così definito rende implicito che si vanno ad accettare i vincoli ulteriori – osservano i quattro segretari decisi a proseguire il confronto – perfino laddove non è espressamente prevista l´inderogabilità, delineando per tutti gli aspiranti una condizione peggiorativa.
Proseguire il confronto è un atto di responsabilità, scrivere un testo chiaro e leggibile libero da vincoli resta il nostro obiettivo.
L’Amministrazione, sulla base delle proposte che abbiamo avanzato può valutare fino a che punto esse siano utili a migliorare il testo e a chiudere il negoziato in tempi brevi cosi da restare nel cronoprogramma dei suoi tempi amministrativi, senza chiudere un negoziato con il prendere o lasciare, quando sono in ballo diritti di oltre 1 milione di persone che meritano attenzione ed approfondimento.
Obiettivo della contrattazione è migliorare le condizioni dei lavoratori – ribadiscono – ma in questo caso quelli colpiti da un peggioramento sono più numerosi di coloro che riescono a trarne un vantaggio. Inoltre, è fortemente discriminatoria e inspiegabile l´imposizione del vincolo di permanenza ai DSGA neo-assunti, rimasti gli unici esclusi dalla mobilità territoriale.
La questione a questo punto ha dimensione squisitamente politica: è il medesimo Ministro, di cui chiediamo l’intervento, a dover chiarire la negoziabilità dei punti che abbiamo sottolineato.

Mobilità: oltre centomila docenti in bilico — FGU – Gilda degli Insegnanti

I sindacati riaprono la trattativa e offrono proposte. Il Ministero si convince e cerca soluzioni

mercoledì 26 gennaio 2022
Ieri, 25 gennaio, si è svolto l’incontro con il Ministero dell’Istruzione per l’individuazione dei criteri di mobilità del personale della scuola per il triennio 2022-2025.
L’incontro, il secondo per quanto ci riguarda, ha segnato la ripresa delle trattative con l’Amministrazione dopo che si era disertato il tavolo tenutosi nel periodo di proclamazione dello stato di agitazione culminato nello sciopero del 10 dicembre scorso.
Fra i temi al centro dello sciopero c’era proprio il superamento dei vincoli di permanenza sui quali si è chiesto al ministero di rivedere la propria posizione di rigida applicazione della legge.
Con il tavolo di ieri si è riaperta la trattativa tra le parti e il nuovo testo consegnato accoglie parte delle richieste sindacali, in particolare per quanto riguarda la rimozione del vincolo per i docenti neo immessi in ruolo a partire dall’1 settembre 2020.
Per questo si è chiesto un po’ di tempo per analizzare il testo e valutare la possibilità di apportare ulteriori modifiche migliorative. Si prende atto infatti, dello sforzo dell’Amministrazione, ma ora occorre verificare se esistono le condizioni per un intervento ulteriore per i DSGA per i quali, al momento, permane in un’incomprensibile rigidità, e per il personale ATA.
Oggi FLC CGIL, UIL Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams si incontreranno per effettuare una valutazione congiunta.
L’incontro è aggiornato a domani, giovedì 27 gennaio.

Orario lavoro, inaccettabile sfruttamento dei docenti italiani — FGU – Gilda degli Insegnanti

Di Meglio commenta l’indagine condotta dall’Osservatorio dei conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli

“L’indagine condotta dall’Osservatorio dei conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli sulle ore effettive di lavoro dei docenti italiani conferma quanto denunciamo da tempo, e cioè che il lavoro sommerso degli insegnanti si è allargato a dismisura non solo per le lezioni da preparare e le verifiche da correggere, ma anche per tutto il carico di incombenze burocratiche di carattere perlopiù impiegatizio che nulla hanno a che fare con l’attività didattica. Uno sfruttamento diventato inaccettabile”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

“Sugli insegnanti italiani ancora resiste da parte di qualcuno un antico pregiudizio, legato al passato, secondo cui, rispetto ad altre categorie, godrebbero di un orario di lavoro vantaggioso e di tre mesi di ferie l’anno. La realtà è ben diversa ed è sotto gli occhi di tutti. I docenti chiedono, giustamente, che il loro impegno extra orario ufficiale ottenga un riconoscimento economico e contrattale. Un obiettivo – sottolinea Di Meglio – che può essere raggiunto soltanto investendo adeguate risorse. Le retribuzioni dei nostri insegnanti sono tra le più basse dei paesi sviluppati e non reggono affatto il confronto con il resto d’Europa. Basta considerare il caso della Germania, dove l’orario di servizio dei docenti è generalmente composto da 22 ore di 45 minuti, ma lo stipendio è il doppio rispetto a quello dei colleghi italiani le cui ore di lezione variano da 18 a 25 ore, a seconda dell’ordine di scuola, e vanno dai 60 ai 50 minuti”.

“Il contratto nazionale di lavoro è scaduto da tre anni ma ancora non c’è traccia dell’atto di indirizzo all’Aran per l’apertura del tavolo negoziale. Intanto gli stipendi sono al palo e la pazienza degli insegnanti, che scontano un enorme divario retributivo con gli altri dipendenti pubblici, è ormai al capolinea”.

Roma, 25 gennaio 2022
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

Su riaperture scuole si mette polvere sotto il tappeto, chiusure dietro l’angolo

Intervento del coordinatore nazionale Rino Di Meglio alla riunione convocata dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi

“Prima di partecipare ai tavoli tecnici sulle numerose, e spesso complesse, questioni che riguardano la nostra scuola, vogliamo una risposta di carattere politico. Senza la volontà politica di discutere e confrontarsi, infatti, qualunque incontro diventa inutile, significa parlare del sesso degli angeli e perdere tempo”. A dirlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, intervenendo alla riunione convocata dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, la prima alla quale la Gilda prende parte dopo la sospensione delle relazioni sindacali e lo sciopero del 10 dicembre scorso.

“Al tavolo sulla mobilità, che rappresenta un tema molto importante, siamo disposti a partecipare soltanto se ci sono i margini per intervenire e incidere sulle decisioni da adottare, in particolare riguardo i vincoli. Non ha alcun senso discutere sui punti e sulle virgole – incalza Di Meglio – se poi ci viene negata voce in capitolo sulla sostanza dei provvedimenti”.

Sulla riapertura delle scuole il 10 gennaio, il leader della Gilda afferma che “è inutile parlarne, dal momento che sono già ampiamente note le indiscrezioni sulla decisione del governo” e ritiene che “in queste condizioni tirare dritto senza alcun ripensamento sia come mettere la polvere sotto il tappeto, perché in assenza di interventi sostanziali, le chiusure sono comunque dietro l’angolo”.

In merito, poi, all’avarizia dimostrata dal governo rispetto all’aumento stipendiale dei docenti, Di Meglio sottolinea la smaccata e grave disparità di trattamento rispetto ai dipendenti delle altre pubbliche amministrazioni. “Questa differenza sta aumentando, invece di diminuire, e per contro vengono aumentati impegni di lavoro non retribuiti e responsabilità correlate anche alla pandemia”.

Riferendosi, infine, al contratto scaduto, il coordinatore nazionale della Gilda invita Bianchi a redigere al più presto l’atto di indirizzo necessario per l’apertura delle trattative all’Aran: “Si tratta di una partita cruciale e difficile a causa dell’unificazione di quattro comparti nella stessa area contrattuale, “aspetto che richiede un delicato lavoro di sintesi per declinare le esigenze di tutti i settori rappresentati”.

Roma, 4 gennaio 2022
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

7 dicembre 2021: assemblea sindacale in orario di servizio

È indetta un assemblea sindacale in orario di servizio per il personale docente in modalità online nella giornata di martedì 7 dicembre 2021 con i seguenti orari:

 mattina dalle ore 11.30 alle  13.30   al seguente link https://youtu.be/4oq8DGrDLMs

pomeriggio dalle ore 14.30 alle ore 16.30 al seguente link https://youtu.be/rf-Yh5iXv8c

“Sciopero del 10

dicembre 2021”

I 7 motivi per aderire:
  • Stipendi dignitosi: rifiutiamo un rinnovo fatto di elemosine!
  • Tutto il lavoro va retribuito: basta lavoro sommerso e formazione gratis!
  • Stop alle leggi ammazza-contratto e agli atti unilaterali!
  • Problema organici: stop alle classi pollaio!
  • Sì all’insegnamento, no alla burocrazia!
  • Mobilità: eliminazione dei vincoli!
  • Precariato: risoluzione del problema!

Interverranno:

  • i segretari nazionali: RINO DI MEGLIO (FGU – Gilda degli Insegnanti), FRANCESCO SINOPOLI (Flc CGIL), GIUSEPPE TURI (Uil Scuola RUA) e ELVIRA SERAFINI (SNALS Confsal);
  • il vicecoordinatore nazionale Gilda ANTIMO DI GERONIMO;
  • la vicecoordinatrice nazionale FGU MARIA DOMENICA DI PATRE;
  • il dirigente nazionale Gilda VITO CARLO CASTELLANA.

Modera l’incontro il dirigente nazionale Gilda GIANFRANCO MELONI

 L’evento resterà disponibile per la visione sul canale youtube FGU: https://www.youtube.com/c/federazionegildaunams

SCUOLA, DI MEGLIO (GILDA): CONTRARI A OBBLIGO VACCINO, È UN ATTO DISCRIMINATORIO

COMUNICATO STAMPA

Il Coordinatore nazionale del sindacato interviene sulle nuove misure del governo.

“Noi da sempre siamo a favore dei vaccini, ma non possiamo tacere che l’obbligo deciso dal governo nei confronti del personale scolastico sia discriminatorio nel confronto con altre categorie lavorative, sia pubbliche che private”. Così il Coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, interviene sulle misure anti-covid che l’esecutivo ha messo in campo. “In questa maniera – continua Di Meglio – il governo non sta intervenendo sulle vere cause del contagio nelle scuole: due anni di pandemia non sono stati sufficienti all’esecutivo per intervenire sulle classi affollate, sul tracciamento dei contagi e sul problema dei trasporti, l’obbligo per gli insegnanti è semplicemente una foglia di fico.

Viene solo tolta la libertà di scelta: l’obbligo vaccinale ci sia per tutti, studenti compresi, o per nessuno”

Roma, 26 novembre 2021

Ufficio stampa Gilda Insegnanti

10 dicembre sciopero unitario per la scuola

La decisione di Gilda-Unams, Flc Cgil, Uil Scuola Rua e Snals Confsal per la mancanza di risorse da destinare al rinnovo del contratto

dalla Gilda degli insegnanti, 23.11.2021.

Proclamato lo sciopero generale di tutto il personale docente, Ata ed educativo del Comparto Istruzione e Ricerca – Settore Scuola per l’intera giornata del 10 dicembre 202

La Gilda invita i docenti ad aderire allo sciopero unitario, indetto con Cgil, Uil, Snals, soprattutto per i seguenti motivi:

1.  La scuola ha diritto a stipendi dignitosi, no alle elemosine!

2. Tutto il lavoro va retribuito. No all’obbligo formativo gratuito!

3. Stop alle leggi ammazza-contratto e agli atti unilaterali!

4. No alle riforme “a invarianza d’organico”. La scuola ha bisogno di risorse umane, docenti e ATA!

5. Si a un sistema strutturale e permanente di abilitazioni per superare l’emergenza del precariato!

6. Si all’insegnamento, no alla burocrazia!

7. Si alle autonomie con 500 alunni, la logica dei tagli e accorpamenti non ha pagato!

8. No alla regionalizzazione della scuola!