SCUOLA, CCNL, GILDA: RISORSE ESIGUE MA NECESSARIO SBLOCCARE QUELLE DEL CCNL 2025-27

Sottoscritto all’Aran il CCNL Scuola valido per il triennio 2022-24

Si è chiuso oggi il tavolo delle trattative per il rinnovo del CCNL valido per il triennio 2022-24 del comparto Scuola.

La Federazione Gilda Unams, attraverso il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana, spiega in una nota le motivazioni alla base della firma.

“La FGU oggi ha sottoscritto il contratto, consapevole che le risorse stanziate siano esigue rispetto all’inflazione del triennio e questo riguarda tutto il comparto, ovvero scuola università afam e ricerca.Tuttavia, vogliamo anche sottolineare un traguardo molto importante ottenuto, ovvero che quello che doveva andare di incremento al MOF, poco più di 100 milioni di euro, andrà come storica richiesta della federazione gilda unams direttamente nelle buste paga incrementando la Rpd e la Cia. Richiediamo però fin da subito che si avviino le trattative per il CCNL 2025-27, prevedendo un impegno politico a stanziare nella Legge di Bilancio ulteriori risorse per il comparto.

Inoltre, si constata, che con l’attuale quadro normativo-contrattuale sarà impossibile far recuperare potere d’acquisto a tutto il comparto ed in particolare al personale della scuola. Finché non avverrà lo scorporo della Scuola dalla contrattazione e dai finanziamenti previsti per tutto il pubblico impiego, con l’istituzione di un contratto separato per la docenza e per il personale ATA, sarà impossibile restituire autorevolezza e riconoscibilità sociale a tutto il personale della scuola”.

SCUOLA, CARTA DOCENTE, GILDA: BLOCCO DEL BONUS LEDE DIRITTI, SI TROVI SOLUZIONE ALMENO PER USARE I RESIDUI

La Gilda degli Insegnanti accoglie con favore le novità contenute nel Decreto Legge per quanto riguarda Carta Docente, come l’estensione del bonus anche ai precari con contratto fino al 30 giugno e l’inclusione dei trasporti tra le spese, ma ritiene negativa la decurtazione prevista dei 500 euro.

“Inoltre, riteniamo estremamente lesivo che l’estensione ai precari con contratto fino al 30 giugno, vada a incidere sui tempi di utilizzo della carta”. E’ quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.

Le nuove tempistiche che si stanno ipotizzando per la definizione dei beneficiari, infatti, prevedono che la possibilità di utilizzare il bonus per gli insegnanti, sarà ritardata alla fine di gennaio.

“Gli aspetti giuridici e tecnici – conclude Castellana – non possono ledere la possibilità di fruire della carta del docente per la formazione o l’acquisto di strumentazione utile alla professione docente. La Gilda degli Insegnanti chiede che l’assegnazione della carta ai docenti venga fatta ad anno solare e non ad anno scolastico, in modo da non dover spendere tutto l’importo entro agosto, e che nel più breve tempo possibile si renda disponibile il portafoglio dello scorso anno”.

Così in una nota la Gilda degli Insegnanti

SCUOLA, FMOF, LA GILDA NON FIRMA IL CCNI: NOSTRE PROPOSTE NON ACCOLTE

Le motivazioni alla base della non firma del CCNI nel commento del coordinatore nazionale 

La Gilda degli Insegnanti non ha sottoscritto il Contratto Nazionale Integrativo che individua la ripartizione delle risorse FMOF per l’anno scolastico 2025-26, pari a 847.360.000 di euro, che verranno attribuiti alle istituzioni scolastiche in base al numero del personale previsto dall’organico.

“Noi chiediamo che ci sia a monte una ripartizione delle risorse, per evitare nelle scuole la grave conflittualità tra docenti e personale ATA e tra vari ordini di scuola”. E’ il commento del coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana.

La proposta della Gilda, che il tavolo di contrattazione non ha accettato, era quella di specificare nel Contratto Nazionale Integrativo un criterio di ripartizione sulla base della reale consistenza numerica di personale docente e personale ATA.

“Chiediamo inoltre – chiosa Castellana – che vengano stanziate risorse specifiche per i collaboratori del Dirigente che non gravino però sul Fondo di Istituto”.

Lo scrive in una nota la Gilda degli Insegnanti

SCUOLA, CARO LIBRI, GILDA: STABILIRE TETTO, COSI’ SI LIMITA DIRITTO ALLO STUDIO

Come ogni anno fa notizia la questione relativa al costo dei libri di testo, che rende molto difficile per le scuole, restare nei limiti di spesa.

“La verità – afferma Vito Carlo Castellana coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – è che andrebbe stabilito un tetto, a livello legislativo, sui costi dei libri di testo, non imposto alle scuole ma alle case editrici, che spesso hanno un rincaro non giustificabile perché nel 99% dei casi, il testo rimane lo stesso del libro precedente o comunque cambia molto poco”.

L’Associazione italiana editori ha comunicato che nel 2025 i prezzi dei libri di testo saliranno in media dell’1,7% per la scuola secondaria di primo grado e dell’1,8% per quella di secondo grado.

“Se gli stipendi degli insegnanti aumentassero con lo stesso ritmo con cui aumentano i prezzi dei libri di testo, saremmo tra i più pagati d’Europa. Questo significa – continua Castellana – pesare enormemente sulle famiglie, soprattutto sul ceto medio”.

Inoltre, in alcune Regioni hanno messo a disposizione dei bonus per le famiglie meno abbienti, ma sul ceto medio supera i tetti di spesa e grava moltissimo.

“Si dovrebbe pensare – ha concluso il coordinatore nazionale – di rendere i libri di testo gratuiti oppure renderli sotto forma di dispense, per non limitare il sacrosanto diritto allo studio di tutti gli studenti sancito dalla Costituzione”.

Così in una nota la Gilda degli Insegnanti

SCUOLA, RECUPERO 2013, GILDA: OCCORRE AZIONE POLITICA E DESTINAZIONE AMPIA RISORSE NEI CEDOLINI

La posizione della Gilda dopo l’udienza della Cassazione

Mercoledì 2 aprile, presso la sezione lavoro della Corte di Cassazione, si è svolta l’udienza sul ricorso presentato dal MIM contro la decisione della Corte d’Appello di Firenze riguardo al riconoscimento dell’anno 2013 ai fini della progressione di carriera.

Una questione su cui la Gilda degli Insegnanti ha da sempre manifestato impegno affinché venga restituito l’anno 2013, escluso dai conteggi utili alla progressione stipendiale e giuridica del personale scolastico, a causa delle misure di contenimento della spesa pubblica introdotte dal Decreto Legge n. 78/2010.

“Riteniamo che sia opportuno per l’amministrazione prevenire eventuali contenziosi, anche per evitare aggravi sulle risorse dello Stato e ribadiamo la necessità di un’azione politica, oltre ad una destinazione più ampia delle risorse contrattuali nei cedolini del personale insegnante”. E’ quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.

Così in una nota la Gilda degli Insegnanti

SCUOLA, DOCENTE SOSTEGNO, GILDA: CON PETIZIONE SUPERATE 5MILA FIRME IN POCHI GIORNI

La petizione lanciata dalla Gilda per abolire il provvedimento

Il provvedimento che consente alle famiglie di confermare il docente di sostegno ci riporta indietro ai tempi della Renziana legge 107, che prevedeva la chiamata diretta e alla quale la Gilda degli Insegnanti si oppose fortemente.

Per questo motivo pochi giorni fa è stata lanciata una petizione che in poco tempo ha raggiunto oltre 5mila firme. “Un risultato che conferma probabilmente un pensiero condiviso, ovvero quello per cui la Scuola non deve somigliare ad un supermarket in cui la clientela sceglie ed elimina i servizi a proprio piacimento”. E’ quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana.

“I docenti sono d’accordo con noi – continua Castellana – nell’abolire un provvedimento che in realtà non estingue il problema della continuità didattica, anzi, aumenterà la burocrazia e potrebbe anche alimentare il clientelismo, oltre a creare un danno economico per via dei numerosi contenziosi che causerebbe”.

Con la petizione, che è ancora attiva, la Gilda chiede che il provvedimento venga ritirato.

“Sappiamo che c’è un problema di continuità sui posti di sostegno, causato però solo dal fatto che molte cattedre sono in deroga, basterebbe trasformare questi posti in organico di diritto e assumere gli stessi. Per garantire un’istruzione di qualità a tutti – conclude Castellana – dobbiamo fare in modo che la Scuola torni a rappresentare un centro di eccellenza, in cui i docenti di sostegno lavorano a tempo indeterminato e con continuità, così da fare davvero la differenza nella vita degli studenti”.

 

 

SCUOLA, INDICAZIONI NAZIONALI, GILDA: QUESTIONARIO IN PRATICA UN SILENZIO ASSENSO

Il modulo da inviare compilato entro il 10 aprile

Così come è posto, il questionario sulle nuove Indicazioni Nazionali che gli insegnanti devono compilare entro il 10 aprile, sembra somigliare ad un silenzio assenso. In qualsiasi modulistica, quando si ha la possibilità di dare un parere che sia positivo o negativo, il campo “Nessuna risposta” viene dopo il “sono favorevole” e il “sono contrario”.

Nel modulo in questione, inviato dal Ministero dell’Istruzione, tutto è possibile fuorché essere in disaccordo con le nuove indicazioni nazionali che, al contrario, ancor prima di essere rese pubbliche, hanno ricevuto le critiche dalla maggior parte del mondo della Scuola.

Un modus operandi che fa venire meno l’obiettivo principale e comune, ovvero quello di avviare un dibattito e una riflessione più accurata. Con le risposte proposte ai docenti nei vari quesiti, infatti, sembra ci sia piuttosto la volontà di ‘manipolare’ il questionario per evitare invece un dialogo costruttivo, volto al miglioramento di alcuni aspetti.

 

Tutto ciò che gioverebbe ora alla scuola, è proprio il confronto con chi quelle indicazioni poi dovrà metterle in campo nelle classi, con gli studenti. Dispiace constatare, invece, che anche stavolta gli insegnanti siano trattati come pedine e non visti, piuttosto, come protagonisti di percorsi formativi che incidono poi sul futuro delle nuove generazioni e dei nostri figli.

Così in una nota il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana

SCUOLA, PERCORSI ABILITANTI, GILDA: SISTEMA A OSTACOLI, LESA DIGNITA’ PROFESSIONALE

La scorsa settimana il MIM ha emanato i primi decreti ministeriali

La Federazione Gilda Unams sostiene da sempre che la procedura abilitante così come è concepita, è farraginosa, irta di ostacoli e inadeguata, soprattutto per far fronte ad un precariato ormai dilagante nel comparto Scuola.

La scorsa settimana, infatti, il MIM ha emanato i primi decreti ministeriali con l’autorizzazione dei posti disponibili per i vari percorsi universitari necessari per poter ottenere l’abilitazione all’insegnamento, nelle scuole secondarie di I e II grado.

Decreti che contengono solo una parte degli accreditamenti già effettuati, rimandando ad un decreto successivo un elenco aggiuntivo. Si tratta di circa 45mila posti a fronte dei 70mila previsti.

Una scelta inammissibile sotto ogni punto di vista in quanto i candidati che faranno scelte sulla base del primo elenco, ne saranno un domani magari penalizzati dal fatto che nel secondo elenco potrebbero comparire sedi universitarie molto più comode.

Oltre a questo, ricordiamo sempre l’avvilente attesa dei vincitori del PNRR1, cui è stato garantito l’accesso ai percorsi abilitanti, che attendono da mesi di conoscere il loro destino. Il tutto aggravato dal fatto che i corsisti dovranno sostenere integralmente le spese del corso, circa 2.500 euro.

 Una situazione lesiva della dignità professionale di questa categoria di lavoratori, che a pochi mesi dalla fine dell’anno scolastico e nel pieno delle attività didattiche con gli scrutini alle porte, ancora non sanno se, dove e quando potranno passare sotto le forche caudine rappresentate da un percorso abilitante imposto dall’alto e che dovranno pagarsi, pena, la perdita del posto di lavoro.

Così in una nota la Federazione Gilda Unams

SCUOLA, DECRETO PA, GRADUATORIE DOCENTI, GILDA: TRASPARENZA FONDAMENTALE PER GIUSTIZIA SOCIALE

La novità è introdotta dal decreto PA approvato dal Consiglio dei Ministri

“La trasparenza nelle graduatorie per il reclutamento dei docenti è fondamentale ed è una richiesta che la Gilda degli Insegnanti ha portato avanti per molti mesi”. E’ il commento del coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana, a seguito della novità introdotta dal decreto PA approvato dal Consiglio dei Ministri.

“Fino ad ora e per troppo tempo – dichiara Castellana – abbiamo avuto una situazione nella quale la mancanza di trasparenza ha creato diversi contenziosi, approdati al TAR, soprattutto da chi, pur avendo totalizzato punteggi superiori, si è visto scavalcato in graduatoria”.

“E’ doveroso – conclude Castellana – in merito alle graduatorie concorsuali, conoscere la posizione dei docenti, delle relative preferenze e delle precedenze. Questo da il senso di giustizia sociale e di legittimità, assicurando così la tutela dei diritti di ogni candidato”.

Così in una nota la Gilda degli Insegnanti