Orario lavoro, inaccettabile sfruttamento dei docenti italiani — FGU – Gilda degli Insegnanti

Di Meglio commenta l’indagine condotta dall’Osservatorio dei conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli

“L’indagine condotta dall’Osservatorio dei conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli sulle ore effettive di lavoro dei docenti italiani conferma quanto denunciamo da tempo, e cioè che il lavoro sommerso degli insegnanti si è allargato a dismisura non solo per le lezioni da preparare e le verifiche da correggere, ma anche per tutto il carico di incombenze burocratiche di carattere perlopiù impiegatizio che nulla hanno a che fare con l’attività didattica. Uno sfruttamento diventato inaccettabile”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

“Sugli insegnanti italiani ancora resiste da parte di qualcuno un antico pregiudizio, legato al passato, secondo cui, rispetto ad altre categorie, godrebbero di un orario di lavoro vantaggioso e di tre mesi di ferie l’anno. La realtà è ben diversa ed è sotto gli occhi di tutti. I docenti chiedono, giustamente, che il loro impegno extra orario ufficiale ottenga un riconoscimento economico e contrattale. Un obiettivo – sottolinea Di Meglio – che può essere raggiunto soltanto investendo adeguate risorse. Le retribuzioni dei nostri insegnanti sono tra le più basse dei paesi sviluppati e non reggono affatto il confronto con il resto d’Europa. Basta considerare il caso della Germania, dove l’orario di servizio dei docenti è generalmente composto da 22 ore di 45 minuti, ma lo stipendio è il doppio rispetto a quello dei colleghi italiani le cui ore di lezione variano da 18 a 25 ore, a seconda dell’ordine di scuola, e vanno dai 60 ai 50 minuti”.

“Il contratto nazionale di lavoro è scaduto da tre anni ma ancora non c’è traccia dell’atto di indirizzo all’Aran per l’apertura del tavolo negoziale. Intanto gli stipendi sono al palo e la pazienza degli insegnanti, che scontano un enorme divario retributivo con gli altri dipendenti pubblici, è ormai al capolinea”.

Roma, 25 gennaio 2022
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

Su riaperture scuole si mette polvere sotto il tappeto, chiusure dietro l’angolo

Intervento del coordinatore nazionale Rino Di Meglio alla riunione convocata dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi

“Prima di partecipare ai tavoli tecnici sulle numerose, e spesso complesse, questioni che riguardano la nostra scuola, vogliamo una risposta di carattere politico. Senza la volontà politica di discutere e confrontarsi, infatti, qualunque incontro diventa inutile, significa parlare del sesso degli angeli e perdere tempo”. A dirlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, intervenendo alla riunione convocata dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, la prima alla quale la Gilda prende parte dopo la sospensione delle relazioni sindacali e lo sciopero del 10 dicembre scorso.

“Al tavolo sulla mobilità, che rappresenta un tema molto importante, siamo disposti a partecipare soltanto se ci sono i margini per intervenire e incidere sulle decisioni da adottare, in particolare riguardo i vincoli. Non ha alcun senso discutere sui punti e sulle virgole – incalza Di Meglio – se poi ci viene negata voce in capitolo sulla sostanza dei provvedimenti”.

Sulla riapertura delle scuole il 10 gennaio, il leader della Gilda afferma che “è inutile parlarne, dal momento che sono già ampiamente note le indiscrezioni sulla decisione del governo” e ritiene che “in queste condizioni tirare dritto senza alcun ripensamento sia come mettere la polvere sotto il tappeto, perché in assenza di interventi sostanziali, le chiusure sono comunque dietro l’angolo”.

In merito, poi, all’avarizia dimostrata dal governo rispetto all’aumento stipendiale dei docenti, Di Meglio sottolinea la smaccata e grave disparità di trattamento rispetto ai dipendenti delle altre pubbliche amministrazioni. “Questa differenza sta aumentando, invece di diminuire, e per contro vengono aumentati impegni di lavoro non retribuiti e responsabilità correlate anche alla pandemia”.

Riferendosi, infine, al contratto scaduto, il coordinatore nazionale della Gilda invita Bianchi a redigere al più presto l’atto di indirizzo necessario per l’apertura delle trattative all’Aran: “Si tratta di una partita cruciale e difficile a causa dell’unificazione di quattro comparti nella stessa area contrattuale, “aspetto che richiede un delicato lavoro di sintesi per declinare le esigenze di tutti i settori rappresentati”.

Roma, 4 gennaio 2022
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

SCUOLA, DI MEGLIO (GILDA): CONTRARI A OBBLIGO VACCINO, È UN ATTO DISCRIMINATORIO

COMUNICATO STAMPA

Il Coordinatore nazionale del sindacato interviene sulle nuove misure del governo.

“Noi da sempre siamo a favore dei vaccini, ma non possiamo tacere che l’obbligo deciso dal governo nei confronti del personale scolastico sia discriminatorio nel confronto con altre categorie lavorative, sia pubbliche che private”. Così il Coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, interviene sulle misure anti-covid che l’esecutivo ha messo in campo. “In questa maniera – continua Di Meglio – il governo non sta intervenendo sulle vere cause del contagio nelle scuole: due anni di pandemia non sono stati sufficienti all’esecutivo per intervenire sulle classi affollate, sul tracciamento dei contagi e sul problema dei trasporti, l’obbligo per gli insegnanti è semplicemente una foglia di fico.

Viene solo tolta la libertà di scelta: l’obbligo vaccinale ci sia per tutti, studenti compresi, o per nessuno”

Roma, 26 novembre 2021

Ufficio stampa Gilda Insegnanti

10 dicembre sciopero unitario per la scuola

La decisione di Gilda-Unams, Flc Cgil, Uil Scuola Rua e Snals Confsal per la mancanza di risorse da destinare al rinnovo del contratto

dalla Gilda degli insegnanti, 23.11.2021.

Proclamato lo sciopero generale di tutto il personale docente, Ata ed educativo del Comparto Istruzione e Ricerca – Settore Scuola per l’intera giornata del 10 dicembre 202

La Gilda invita i docenti ad aderire allo sciopero unitario, indetto con Cgil, Uil, Snals, soprattutto per i seguenti motivi:

1.  La scuola ha diritto a stipendi dignitosi, no alle elemosine!

2. Tutto il lavoro va retribuito. No all’obbligo formativo gratuito!

3. Stop alle leggi ammazza-contratto e agli atti unilaterali!

4. No alle riforme “a invarianza d’organico”. La scuola ha bisogno di risorse umane, docenti e ATA!

5. Si a un sistema strutturale e permanente di abilitazioni per superare l’emergenza del precariato!

6. Si all’insegnamento, no alla burocrazia!

7. Si alle autonomie con 500 alunni, la logica dei tagli e accorpamenti non ha pagato!

8. No alla regionalizzazione della scuola!

È mobilitazione del personale della scuola — FGU – Gilda degli Insegnanti

Comunicato unitario: Chiediamo ‘risorse’ e riceviamo ‘tavoli’. Servono segnali concreti.

A distanza di settimane, nessuna apertura, nessuna mediazione, nessun passo in avanti da parte dell’Amministrazione per cercare di dare risposte al personale della Scuola rimasto senza atto negoziale per il rinnovo del contratto e senza risorse per aumenti a tre cifre come promesso dallo stesso Ministro.

Cinque temi cruciali posti dalle segreteria edi FLC Cgil, UIL Scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams ai quali non è stata data risposta ‘politica’ ma ‘tecnica’. 

Cercheremo risorse – affermano dal ministero – ma non definiscono né capitoli di spesa, né possibili incrementi.

Intendiamo tornare a fare riunioni – aggiungono dal MI – che ora sono sospese.Ma nessuna soluzione normativa, nemmeno a costo zero, viene presentata – osservano i quattro sindacati scuola.

Chiediamo ‘risorse’ e riceviamo ‘tavoli’. Servono segnali concreti non aperture di dialogo – hanno commentato i segretari – perché il dialogo con il Ministro è sempre stato franco e aperto e non è mai stato interrotto, ma ora servono misure che diano valore alla scuola, dignità professionale al personale.



Questi i temi posti al centro della decisione dei quattro sindacati scuola di procedure con la mobilitazione di tutta la categoria. 

  • Rinnovo contrattuale
    Sia rispetto al comparto della pubblica amministrazione sia rispetto al comparto Scuola, Università e Ricerca, solo la scuola è ancora senza atto di indirizzo all’Aran. Nessun tavolo negoziale è stato avviato, né risorse adeguate sono state inserite nella Legge Finanziaria all’esame del Parlamento.

    La richiesta – anche alla luce degli investimenti strutturali previsti nel PNRR- è di un adeguato riconoscimento del lavoro delle persone che andranno a realizzare, a rendere concretamente praticabili quelle misure. 

    Un rinnovo contrattale dignitoso, in linea con i rinnovi che si vanno delineando per la PA. Il divario stimato è di circa 350 euro tra scuola e settori dell’amministrazione con requisiti equivalenti.

    Se guardiamo a quello che sarà l’impatto delle risorse stanziate il quadro è desolante: 87 euro di aumento previsto a cui si potranno aggiungere 12 euro, e non per tutti, finalizzati sulla base della ‘dedizione ‘.
    Finalizzazione basata su una norma che allude ad un criterio sorprendente, quanto inedito – quello della dedizione – deciso in Legge di Bilancio.
    Incursione legislativa su materie che sono di stretta competenza negoziale.
  • Organico Covid 
    L’organico di emergenza utilizzato in pandemia per garantire le misure di sicurezza nelle scuola e per sdoppiare le classi troppo numerose.Per questo organico sono previste risorse solo per il personale docente, non per il personale Ata.
  • Classi troppo numerose
    Un tema così sensibile, che con il perdurare della situazione di emergenza sanitaria, appare non più rinviabile, che doveva portare ad una riduzione di alunni per classe, non solo nei grandi centri urbani ma su tutto il territorio nazionale avviene a organico invariato, con una distribuzione interna.
  • Misure a costo zero disattese
    Le misure legate a situazioni professionali come quella dei dirigenti amministrativi facenti funzione, o attinenti al lavoro del personale come il blocco della mobilità per legge, invece che regolato per contratto, sono due esempi di misure che possono essere prese a costo zero.
  • Precariato
    Quello legato al personale precario è un obiettivo sul quale nessun confronto è stato aperto. Il Patto per la Scuola sottoscritto ad aprile contiene misure che vanno in tale direzione ma a questo Patto non è mai stato dato seguito.

Nel pomeriggio, le organizzazioni sindacali della scuola valuteranno le prossime iniziative. 
Domani mattina si svolgerà una conferenza stampa

La DAD non può essere utilizzata per esigenze didattiche diverse dalla pandemia

Con la pandemia si è introdotta la possibilità nelle scuole di utilizzare la didattica a distanza per sopperire all’impossibilità di avere le lezioni in presenza. Negli ultimi due anni abbiamo assistito a numerose distorsioni del ruolo della DAD, che hanno snaturato il ruolo per la quale era prevista, e a invasioni di campo da parte di Dirigenti Scolastici ed Enti Locali, con violazioni del contratto di lavoro e di alcune norme del codice civile.

Continua a leggere ( da Infodocenti.it)

Legge di Bilancio, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

FLC Cgil, UIL Scuola, Snals-Confsal e Gilda Unams hanno presentato nota ufficiale al Ministero del Lavoro, al Ministero dell´Istruzione e alla Commissione Garanzia, di proclamazione dello stato di agitazione e alla richiesta di esperimento di tentativo di conciliazione.
La nota ufficiale a firma dei quattro Segretari generali, partita ieri sera, interrompedunque le relazioni sindacali con il ministero dell’Istruzione e apre la strada a formeampie di mobilitazione. La convocazione del ministro fissata per domani andrà aggiornatain un nuovo confronto di natura formale che includa i temi della protesta in atto. Continua a leggere

Rino Di Meglio riconfermato Coordinatore Nazionale — FGU – Gilda degli Insegnanti

“La prossima partita importante che ci attende è il rinnovo contrattuale, gli stipendi dei docenti gridano vendetta”

Sarà ancora Rino Di Meglio a rivestire la carica di coordinatore nazionale della Gilda de-gli Insegnanti. I delegati riuniti a Roma da tutta Italia lo hanno riconfermato a maggioran-za alla guida del sindacato.

In cima alla lista degli obiettivi che Di Meglio ha illustrato nel suo documento programma-tico svetta l’istituzione di un’area di contrattazione separata per gli insegnanti, “strumento indispensabile per la valorizzazione professionale dei docenti e per migliorarne la condi-zione economica”, ha sottolineato il neo coordinatore nazionale. Tra gli impegni assunti, inoltre, l’affermazione del ruolo centrale della docenza nella società con uno stato giuri-dico costituzionalmente protetto; l’istituzione del Consiglio Superiore della Docenza, or-ganismo che mira a garantire una presenza forte dei docenti nel governo della didattica nelle scuole e una specifica rappresentanza nazionale; la promozione e il rafforzamento del ruolo svolto dal collegio dei docenti, rivendicandone una presidenza elettiva.

“La capacità di rappresentare le criticità e i bisogni della professione docente, l’assenza di conflitti di interesse nel rapporto con i dirigenti scolastici, l’orgogliosa indipendenza dai partiti politici costituiscono il valore aggiunto della nostra associazione, che può influen-zare le scelte della politica anziché subirle”, ha detto Di Meglio.

“Saremo sempre al fianco dei colleghi e non ci risparmieremo nella battaglia per la difesa e la valorizzazione della professione docente”, ha assicurato il coordinatore nazionale ri-cordando che la prima partita importante che vedrà scendere in campo la Gilda sarà quel-la del rinnovo contrattuale. “Faremo di tutto per ottenere un contratto decoroso da un pun-to di vista economico, anche se si tratta di un obiettivo non facile – ha ammesso Di Meglio – considerate le scarse risorse attualmente disponibili. Gli stipendi dei docenti italiani gri-dano vendetta, soprattutto se confrontati con quelli degli altri dipendenti della pubblica amministrazione di cui, purtroppo, rappresentano il fanalino di coda. Recuperare questa forbice sarebbe già un passo avanti. Ma vogliamo anche semplificare le norme contrat-tuali ed evitare che ci siano arbitrii nelle scuole, per tutelare la dignità degli insegnanti anche sul loro luogo di lavoro”.

Roma, 8 novembre 2021
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

Di Meglio a Coffee Break: aumento stipendi e lotta alla burocrazia

Il coordinatore nazionale ospite questa mattina del programma in onda su La7 condotto da Andrea Pancani

Edilizia scolastica, stipendi, precariato, concorsi e reclutamento, burocrazia. È lunga la lista dei problemi che attanagliano la scuola italiana, elencati da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ospite questa mattina a Coffee Break, il programma di approfondimento giornalistico in onda su La7 condotto da Andrea Pancani.

“Quello degli edifici fatiscenti, degli spazi inadeguati e della carenza di aule – ha esordito Di Meglio nel suo intervento – è un vulnus inaccettabile perché riguarda l’incolumità di alunni e docenti. Da anni i ministri che si succedono a viale Trastevere annunciano opere di edilizia scolastica che poi, però, non si realizzano a causa del corto circuito che si innesca tra governo ed enti locali nell’assegnazione e nella gestione delle risorse”.

Incalzato da Pancani sul tema del precariato, il coordinatore nazionale della Gilda ha snocciolato i numeri relativi all’anno scolastico in corso: “Riconosciamo al ministro Bianchi un grande sforzo per avere tutti gli insegnanti in cattedra al suono della prima campanella, ma non possiamo certo dire che la scuola sia iniziata con tutti i posti coperti. L’anno scorso i precari in servizio erano 214mila mentre adesso ne contiamo 175mila: si tratta comunque di cifre notevoli se si considera che i docenti in Italia sono 800mila. La verità – ha proseguito Di Meglio – è che lo Stato non riesce a far camminare a ritmo regolare la macchina dei concorsi che, di fatto, è rimasta bloccata per 9 anni. Così è inevitabile che si crei una pletora di precari che poi, giustamente, rivendica il diritto alla stabilizzazione”.

Sul fronte delle retribuzioni, poi, Di Meglio ha sottolineato la loro inadeguatezza rispetto alla mole di lavoro e agli impegni richiesti ai docenti in termini burocratici, di studio e di formazione e rilevando come gli stipendi degli insegnanti italiani ammontino a meno della metà di quelli dei colleghi tedeschi. “Nel PNRR non sono previste risorse da destinare all’aumento stipendiale che, invece, dovranno necessariamente essere stanziate dalla legge di Bilancio in vista del rinnovo contrattuale. Aumento delle retribuzioni e snellimento della burocrazia rappresentano le prossime battaglie che la Gilda intende affrontare”, ha concluso il coordinatore nazionale.

Roma, 20 ottobre 2021
Ufficio stampa Gilda Insegnanti

Formazione su sostegno, la legge parla di obbligo e la nota ministeriale di invito — FGU – Gilda degli Insegnanti

mercoledì 8 settembre 2021
Il 6 settembre il Ministero dell’Istruzione ha diramato una nota in cui, diversamente da quanto disposto dal decreto attuativo della legge 178/2020 che parla esplicitamente di obbligo, si invitano i docenti privi di specializzazione sul sostegno e impegnati nelle classi con alunni disabili a frequentare corsi di 25 ore sulle tematiche inclusive.

La Gilda degli Insegnanti si è schierata subito contro l’esclusione di queste attività obbligatorie dal monte delle 40 ore delle attività funzionali all’insegnamento, definendo inaccettabile l’imposizione di lavoro gratuito.

Leggi la nota ministeriale