CSPI: LA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE CON IL COORDINATORE NAZIONALE RINO DI MEGLIO, LA VICE COORDINATRICE NAZIONALE ANTONIETTA TORALDO E IL PRESIDENTE NAZIONALE ORAZIO RUSCICA

La presentazione di tutti i candidati della Lista Gilda Unams in un incontro che chiude la campagna elettorale per questa tornata elettorale che il 7 maggio decreterà la nuova componente elettiva del CSPI

Si è svolta questa mattina a Roma, presso il Centro Congressi Frentani, la chiusura della campagna elettorale in previsione dell’appuntamento del prossimo 7 maggio, quando si voterà per il rinnovo della componente elettiva del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI). Prima della presentazione di tutti i candidati della Lista Gilda Unams, hanno preso la parola il Coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Rino Di Meglio, seguito dalla Vice Coordinatrice nazionale Antonietta Toraldo e dal Presidente nazionale Orazio Ruscica.

Il Coordinatore Rino Di Meglio in un appello al voto, ha sottolineato l’importanza di scegliere la Lista Gilda Unams: “Intendo ringraziare tutti candidati che si sono presentati e che concorrono per le elezioni, perché non è facilissimo convincere i colleghi ad andare a votare. Questo organismo è stato depauperato perché l’organo precedente dava pareri vincolanti, al contrario, il Consiglio attuale da solo pareri consultivi. Noi vogliamo ridare autorità e valore a questo organismo e ci batteremo perché gli sia dato più potere, in quanto è un organo che lavora tantissimo e non si vede, che conta ma che noi vorremmo contasse di più. Ci presentiamo uniti come Federazione e questo spero che ci dia la possibilità di eleggere i nostri rappresentanti. Abbiamo due motti distinti ma che incarnano i valori fondanti della Gilda Unams, la libertà, l’insegnamento, la professionalità e la competenza.

Liberi di Insegnare significa essere vincolati al precetto fondamentale emanato dall’art. 33 della Costituzione, che le arti e le scienze sono libere e libero ne è l’insegnamento. Se perdessimo questa libertà non saremmo più professionisti della docenza. La libertà di insegnamento significa che lo Stato mi fornisce le indicazioni nazionali, e il docente in classe ha il diritto e il dovere di scegliere gli strumenti più adatti, e nessuno può interferire su questo punto. Significa anche essere liberi dalla burocrazia che ci opprime e che toglie tempo prezioso all’insegnamento. Noi faremo di tutto per ottenere dei buoni risultati. Il voto alla federazione significa anche rafforzare moralmente la presenza politica della nostra organizzazione e condividere le nostre battaglie che non tutti fanno, a cominciare dal riscatto sociale, morale e professionale dei nostri rappresentati”.

La Vice Coordinatrice nazionale Antonietta Toraldo nel suo intervento ha descritto le modalità di voto, fornendo tutte le informazioni più utili anche riguardo le diverse liste presentate: “Si vota il 7 maggio dalle ore 8 alle ore 17. Per quanto riguarda l’Infanzia, la lista è la numero IV, per la Primaria è la V, per la Secondaria di Primo grado è la numero IV, per quella di Secondo grado è la V, per la scuola di lingua Slovena è la lista numero II, per il comparto Ata è la VII. La Gilda non presenta la lista per i dirigenti scolastici perché è l’unico sindacato che non iscrive i dirigenti scolastici.

Si pone una croce sulla Lista Gilda Unams e sul numero romano della lista di appartenenza e si vota per il candidato o i candidati scelti. Può votare anche il personale precario con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno o al 31 agosto. Quello del 7 maggio è un appuntamento importante per tutti coloro che fanno parte del mondo della Scuola. La Federazione Gilda Unams si batte per un’Istruzione migliore e non regionalizzata, perché siamo convinti che ci debba essere una sola Scuola unitaria”.

Anche nelle parole del Presidente nazionale Orazio Ruscica un appello al voto: “La nostra Federazione è portavoce della scuola pubblica. Il motto pone l’accento sulla libertà degli insegnanti come fondamento di un sistema scolastico libero e democratico. Il numero dei componenti del CSPI, in parte nominati dalla scuola e in parte dal Ministro, ci dà l’idea della funzione governativa dell’organo. Noi auspichiamo ad una sua modifica e miriamo a rinvigorire il suo ruolo, trasformandolo in un autorevole punto di riferimento. Noi della Gilda Unams ci attiveremo per rivitalizzare la funzione consultiva e per ripristinare la funzione propositiva. Ambiamo a restituire ai docenti un ruolo centrale e a riaffermare la scuola come comunità democratica, che dia dignità a tutti i docenti. Il nostro obiettivo è liberarci dagli atteggiamenti che assecondano solo i desideri del Dirigente, ostacolando le istanze degli insegnanti. Per noi la libertà di insegnare è il cuore pulsante dell’Istruzione”. 

A turno, infine, ogni candidato ha avuto la possibilità di presentarsi e di raccontare il significato della propria candidatura: “Per essere liberi dalla burocrazia, dal poterci esprimere e di poter scegliere la nostra formazione ma anche liberi di vivere in sicurezza la  nostra scuola; per la stabilizzazione dei precari; per la difesa del ruolo dell’insegnante; per un ritorno al vero senso della scuola; per un orizzonte che sia collettivo; per non rinunciare mai a ciò in cui crediamo, ovvero l’insegnamento; per puntare l’attenzione sulla categoria dei docenti, che non sempre è riconosciuta”.

Roma, 3 maggio 2024

SCUOLE IN AFFITTO, ESCLUSIVA GILDA: SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG

Il 9 aprile è stata presentata alla stampa, dal Coordinatore nazionale Rino Di Meglio, l’indagine condotta dalla Federazione Gilda-Unams, relativa al tema delle scuole in affitto.

E’ stata presentata alla stampa questa mattina dal Coordinatore nazionale Rino Di Meglio l’indagine condotta dalla Federazione Gilda-Unams, relativa al tema delle scuole in affitto, per cui molte strutture che dipendono dai comuni e dalle province, ricorrono ad affitti privati, che equivalgono a cifre esorbitanti.

Nello specifico, dalla disanima dei dati trovati nella sezione amministrazione trasparente dei bilanci delle province d’Italia, per quanto riguarda le scuole di secondo grado oggetto dell’analisi, sono emerse anomalie in alcune regioni, dove vi sono scuole che da anni, invece di essere pubbliche, risultano in affitto.

In alcuni casi limite si osserva che questo meccanismo, prorogato per diversi anni, avrebbe piuttosto consentito l’acquisto dell’edificio scolastico stesso che, mancante di proprietà pubblica, si rende difficoltoso mettere a norma. 

Se al tema dello spreco, si aggiunge quello della riqualificazione e manutenzione degli istituti, la panoramica si aggrava. Ancora oggi, solo un edificio su due dispone del certificato di agibilità (52,9%), di collaudo statico (49,5%) e di prevenzione incendi (51,6%). 

Scenario che si complica nel Sud Italia, dove in regioni come Sicilia e Calabria, un’istituzione educativa su tre richiede urgenti interventi di manutenzione. 

Questi dati riflettono una situazione di cronico ritardo nella riqualificazione edilizia e nei servizi scolastici, aggravata da significative disparità territoriali. 

In alcune regioni questo fenomeno è più evidente che in altre: la Sicilia, per esempio, ha una spesa per affitto pari a 7.226.318,18 euro, la Calabria 3.541.815,24 euro. Anche al Nord, ad eccezione di poche realtà come il Veneto, che dichiara una spesa annua di 5.200,00 euro, si evidenziano evidenti sprechi come nel caso della Lombardia, con un affitto di 6.299.795,63.

Per quanto riguarda il Lazio, la provincia di Roma ha una spesa di 3.310.636,65 euro. 

L’analisi effettuata, si riferisce solo alle province, di cui la metà non hanno pubblicato i dati mentre altre non li hanno aggiornati, altre ancora li hanno inseriti in voci di bilancio che non li rendono evidenti, per cui la nostra indagine si deve ritenere parziale, possiamo ritenere che si tratti solo della punta dell’iceberg.  

Non sono stati presi in esame i Comuni, che richiederebbero strumenti maggiori di analisi, per questo riteniamo che allargando l’indagine, il totale complessivo risulterebbe di gran lunga maggiore. 

“Il lavoro che abbiamo svolto per molti mesi, è stata una ricerca capillare. Dopo aver appurato che il Ministero dell’Istruzione non possedeva alcun dato e che neppure le Direzioni regionali dell’istruzione ne detenevano, siamo stati costretti a fare l’unica ricerca possibile, quella sui bilanci delle province. Abbiamo verificato che circa la metà delle province non ottempera la legge e non mette il bilancio sul sito istituzionale. In più, abbiamo anche verificato che alcune province inseriscono il bilancio ma al suo interno non è reperibile la voce “spese per affitti scolastici”, per il semplice motivo che probabilmente è aggregata ad altre. In qualche caso, inoltre, come quello di Padova, venuto alla ribalta della cronaca nei giorni scorsi, abbiamo toccato con mano che l’Istituto Valle, pare che paghi un affitto tra 300 e 600mila euro l’anno, un affitto molto elevato ma che non emerge dal bilancio della provincia di Padova. Possiamo dire, con cognizione di causa, che la nostra ricerca è solo la punta di un iceberg.

A questo punto, solo lo stesso Ministero dell’Istruzione o l’Istat, possono arrivare al dato complessivo della spesa delle scuole in affitto. Noi con questa indagine vogliamo solo denunciare questo fenomeno per sottolineare come con canoni di affitto così elevati, si sarebbe potuto piuttosto provvedere all’acquisto dell’edificio. 

Si tratta di un grande e continuato spreco di risorse pubbliche”.

E’ il commento del Coordinatore nazionale Rino Di Meglio che ha inoltre sottolineato come si tratti di un sistema ottocentesco, che non funziona più e che necessita di una risoluzione del problema. 

Pertanto, la Gilda ha messo in campo alcune proposte, utili all’apertura di un dibattito costruttivo, quali: la creazione di un’Autorità specifica che abbia funzioni anche di vigilanza oppure l’affidamento della materia ad un Ministero o, in alternativa, alle Regioni.

BONUS MAMME, AL VIA LE DOMANDE

Si è svolto ieri l’incontro con i sindacati promosso dal MIM sulla decontribuzione delle lavoratrici madri

Si è svolto ieri l’incontro con i sindacati promosso dal MIM sulla decontribuzione delle lavoratrici madri, nel quale è stata fornita l’informativa sulla legge, sulle modalità e sui tempi di presentazione delle domande per ottenere il beneficio.

La legge del 30 dicembre 2023 n.213 riguarda sia le lavoratrici pubbliche che private, madri di 3 o più figli di cui uno di età inferiore a 18 anni, in servizio a tempo indeterminato nelle scuole statali di ogni ordine e grado. Per la sola annualità 2024, la norma stabilisce in via sperimentale che possono presentare l’istanza anche le lavoratrici madri di due figli di cui 1 di età inferiore a 10 anni.

Per non appesantire il lavoro delle Segreterie scolastiche il Ministero dell’Istruzione e del merito ha stabilito che le interessate devono presentare la domanda del beneficio tramite il SIDI entro e non oltre il giorno 8 aprile 2024.

Su richiesta della delegazione FGU presente, l’Amministrazione ha chiarito che saranno diramate ulteriori istruzioni per le lavoratrici che matureranno, durante la vigenza della norma, il diritto al beneficio o a seguito della nascita del terzo figlio e della nomina a tempo indeterminato.

Mobilità 2024/25: consulenza ed assistenza nella presentazione delle domande

Termini di presentazione domande: DOCENTI: 26 febbraio – 16 marzo 2024, PERSONALE EDUCATIVO: 28 febbraio -19 marzo 2024, DOCENTI DI RELIGIONE: 21 marzo- 17 aprile 2024 in formato cartaceo 

Precisiamo che nel periodo 26 febbraio – 16 marzo 2024 daremo appuntamenti in presenza solo per la compilazione delle domande di mobilità, le altre tematiche saranno trattate a distanza inviando  il quesito via email a sam.gorizia@libero.it ,  telefonando al 3409052906 il mercoledì dalle 14.30 alle 15.30 oppure inviando messaggio WhatsApp allo stesso numero.

Per consulenza ed assistenza nella compilazione delle domande di mobilità vi invitiamo a prenotarvi al seguente link: prenotazione appuntamento sede Fogliano

Raccomandiamo ai colleghi che hanno fissato un appuntamento in presenza per la consulenza sulle domande di trasferimento e/o passaggio di seguire le istruzioni sottostanti prima di presentarsi:

  • munirsi di Spid o CIE identità digitale indispensabile per compilare la domanda on line;
  • presentarsi con la domanda già compilata in bozza e gli allegati necessari già compilati ed inseriti al sistema. 
  • Compilare gli allegati necessari : l’allegato D relativo al proprio ordine di scuola, l’allegato F relativo al servizio continuativo, così come gli altri eventuali allegati che vi possano servire e che trovate tutti disponibili qui: allegati mobilità 2024-25
  • In alternativa alle singole dichiarazioni è possibile compilare una  la Pluridichiarazione sostitutiva che trovate negli allegati.

La nostra attività di consulenza sarà di verifica e /o correzione della domande compilate.

Per ulteriori approfondimenti sono consultabili i seguenti documenti:

Mobilità 24-25 novità:

Guida Mobilità 2024-25 – nazionale a cura di Antonietta Toraldo

m_pi.AOOGABMI.Registro Decreti(R).0000030.23-02-2024

m_pi.AOOGABMI.Registro Decreti(R).0000031.23-02-2024

MOBILITA’, FIRMATO L’ACCORDO INTEGRATIVO

Il 21 febbraio 2024 si è si è giunti alla firma di un accordo integrativo del CCNI 2022 tra il Ministero e i sindacati firmatari del CCNL 2019-21

Si è svolto il 21 febbraio 2024 il secondo incontro di trattativa tra le OO.SS e l’amministrazione scolastica sulla mobilità per il 2024-25. Dopo un confronto serrato si è giunti alla firma di un accordo integrativo del CCNI 2022 che recepisce le innovazioni previste dal CCNL 2019-21. Le novità riguardano prevalentemente alcune deroghe ai vincoli di permanenza sulla sede per genitori con figli minori di 12 anni e caregivers, coloro che prestano assistenza e cura a familiari disabili, con l’ampliamento ad un platea maggiore di interessati.

Nell’ordinanza ministeriale dovrebbe trovare applicazione qualche ulteriore apertura sulle modalità applicative dei vincoli. 

Le date per la presentazione delle domande per la mobilità 2024-2025 saranno: 

  • per il personale docente: dal 26 febbraio al 16 marzo;
  • per il personale educativo: dal 28 febbraio al 19 marzo;
  • per il personale Ata: dall’8 marzo al 25 marzo 

Allegati

PERCORSI ABILITANTI, AL VIA I BANDI

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha comunicato l’avvio per l’accreditamento ai corsi di formazione dei docenti per l’a.a. 2023-2024

Con la nota 3042 del 15 febbraio 2024, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha fornito chiarimenti in merito all’accreditamento dei percorsi di formazione iniziale dei docenti a.a. 2023/2024.

Con l’accreditamento dei percorsi si intende autorizzato anche l’avvio dei percorsi di cui all’art. 13 del D.P.C.M. per coloro che sono già in possesso di abilitazione su una classe di concorso o su un altro grado di istruzione nonché per coloro che sono in possesso della specializzazione sul sostegno, che conseguono l’abilitazione in altre classi di concorso o in altri gradi di istruzione attraverso l’acquisizione di 30 CFU o CFA.

Allegati

CONCORSO SCUOLA 2024, LE DATE DELLE PROVE SCRITTE

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il calendario per la prova scritta della procedura per titoli ed esami finalizzata al reclutamento del personale docente della scuola d’infanzia e primaria su posto comune e posto di sostegno, che si terrà nei giorni 11 e 12 marzo 2024, il 13 marzo cominceranno le prove per la scuola secondaria, che proseguiranno per cinque giorni, esclusi il sabato e la domenica, fino al 19 marzo.

Le prove si terranno nella regione per la quale il candidato ha presentato domanda di partecipazione e, sulla base del numero dei candidati, potranno svolgersi in più sessioni mattutine e pomeridiane.

Le operazioni di identificazione avranno inizio alle ore 8.00 per il turno mattutino e alle ore 13.30 per il turno pomeridiano. Il turno mattutino è previsto dalle ore 9.00 alle ore 10.40 e il turno pomeridiano dalle ore 14.30 alle ore 16.10.

La mancata presentazione nel giorno, ora e sede stabiliti, ancorchè dovuta a caso fortuito o a causa di forza maggiore, comporta l’esclusione dalla procedudra concorsuale.

REVISIONE E AGGIORNAMENTO DELLA TIPOLOGIA DELLE CLASSI DI CONCORSO PER L’ACCESSO AI RUOLI DEL PERSONALE DOCENTE DI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO DM DEL 22.12.2023

In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il DM del 22 dicembre 2023 inerente la revisione e l’aggiornamento della tipologia delle classi di concorso per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado.

Con il decreto, adottato ai sensi dell’art. 4, comma 2-bis del decreto legislativo 13 aprile 2017 n.59, sono revisionate e aggiornate le classi di concorso, con le seguenti definizioni:

  • A-01 nuova denominazione: Disegno e storia dell’arte nell’istruzione secondaria di I e II grado (accorpa ex A-01 e ex A-17)
  • A-12 nuova denominazione: Discipline letterarie nell’istruzione secondaria di I e II grado (accorpa ex A-12 e ex A-22)
  • A-22 nuova denominazione: Lingue e culture straniere nell’istruzione secondaria di I e II grado (accorpa ex A-24 e ex A-25)
  • A-30 nuova denominazione: Musica nell’istruzione secondaria di I e II grado (accorpa ex A-29 e ex A-30)
  • A-48 nuova denominazione: Scienze motorie e sportive nell’istruzione secondaria di I e II grado (accorpa ex A-48 e ex A-49)
  • A-70 nuova denominazione: Italiano negli istituti di istruzione secondaria di I e II grado con lingua di insegnamento slovena o bilingui del Friuli V.G. (accorpa ex A-70 e ex A-72)
  • A-71 nuova denominazione: Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di I e II grado con lingua di insegnamento slovena o bilingui del Friuli V.G. (accorpa ex A-71 e ex A-3)

                   Requisiti di accesso 

1. Gli esami, i CFU e i CFA richiesti dal presente decreto  possono essere conseguiti tramite corsi di laurea (di previgente ordinamento, di primo  livello,  specialistica,  magistrale,  magistrale  a  ciclo unico) o di diploma  accademico (di  previgente  ordinamento, di I livello, di II  livello)  e  tramite  corsi  singoli  universitari  o accademici. Non sono computabili i CFU e CFA  conseguiti  tramite la Tesi di laurea o di diploma accademico.

2. Coloro che, in possesso di laurea o  di  diploma  accademico  di previgente ordinamento, devono  integrare,  se  necessario,  il  loro piano di studi, sostengono per ciascuna annualita’ richiesta esami di nuovo ordinamento per un totale di  12  CFU  o  CFA,  con  la  stessa denominazione  o  con  la  denominazione  a  essa  rapportabile  come definita dall’Autorita’ accademica e sempre nei corrispondenti SSD  o SAD  previsti  per  le  lauree  o  i  diplomi  accademici  di  nuovo ordinamento. Per ogni esame semestrale e’ sostenuto un esame da 6 CFU o CFA.

La tabella A/1  individua la corrispondenza tra gli esami del vecchio ordinamento, indispensabili per l’accesso alle classi di concorso, e altri esami di contenuto omogeneo.

La tabella A individua le classi di concorso: denominazione titoli di accesso e insegnamenti relativi

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/02/10/24A00733/SG

Allegati