Mobilità, rinviati di un anno i vincoli per i docenti assunti dal 1 settembre 2022

La norma è contenuta nel DL 44 sulla PA pubblicato in Gazzetta Ufficiale

È stato pubblicato in Gazzetta il Decreto Legge 22 aprile 2023  n. 44 che contiene norme urgenti per la Pubblica Amministrazione.
All’art. 5 il Decreto include l’atteso rinvio di un anno dei vincoli alla mobilità per i docenti assunti con decorrenza 1 settembre 2022.
Verranno quindi sbloccate le domande acquisite con riserva dall’amministrazione. 
Ci auguriamo che nel corso dei prossimi mesi si restituisca alla contrattazione l’intera materia della mobilità.

Supplenze, pubblicato il decreto per l’inserimento negli elenchi aggiuntivi Gps di I fascia

Sarà possibile presentare istanza sulla piattaforma Polis fino al 27 aprile

Dalle ore 9:00 del 12 aprile alle ore 14:00 del 27 aprile saranno aperte le funzioni telematiche per la presentazione delle istanze finalizzate all’inserimento negli elenchi aggiuntivi alle Gps di I fascia e nelle corrispondenti graduatorie di istituto di II fascia. 

Possono presentare istanza di inclusione negli elenchi aggiuntivi gli aspiranti che conseguiranno il titolo di abilitazione e/o di specializzazione sul sostegno o nei metodi didattici differenziati entro il 30 giugno 2023.

In allegato i documenti con tutti i dettagli e la guida rapida del Mim alla compilazione delle domande online.

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Docente tutor, approvato il decreto sui criteri di utilizzo dei 150 milioni di euro per le attività di orientamento

Da settembre 40.000 tutor e orientatori. Dal 17 aprile al 2 maggio, aperte le iscrizioni ai percorsi di formazione

Con il decreto numero 63 del 5 aprile scorso, il ministero ha individuato i criteri di ripartizione e le modalità di utilizzo dei 150 milioni di euro destinati alle istituzioni scolastiche statali del II ciclo di istruzione, ai fini della valorizzazione delle figure professionali di “docente tutor” e “docente orientatore”. 

Lo scopo è rendere operativi da settembre 2023 circa 40.000 docenti tutor e orientatori che avranno il compito di supportare gli studenti delle circa 70.000 classi dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di II grado a scegliere consapevolmente il percorso di studi e di lavoro più adatto a far emergere i talenti di ciascuno.

Per realizzare questo obiettivo, dal 17 aprile al 2 maggio saranno aperte le iscrizioni ai percorsi di formazione, organizzati da INDIRE e articolati in moduli online della durata di 20 ore. I docenti in possesso dei requisiti per ricoprire il ruolo di docente tutor o di docente orientatore potranno iscriversi accedendo alla piattaforma sia dall’area riservata del portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, sia dall’area riservata presente sul portale PNRR Istruzione: https://pnrr.istruzione.it/

Con il provvedimento adottato, ciascuna scuola viene a conoscenza del numero minimo di docenti da avviare ai percorsi formativi, utili a rafforzare le competenze necessarie a garantire il miglior supporto a studenti e famiglie. Nell’ambito della contrattazione d’istituto, tenuto conto delle risorse finanziarie assegnate, ciascuna istituzione scolastica potrà individuare il numero di docenti tutor più adeguato alle sue esigenze, con un compenso che va da un minimo di 2.850 a un massimo di 4.750 euro al mese per ognuno. In ogni scuola sarà inoltre individuato un docente orientatore, il cui compenso dovrà essere compreso tra un minimo di 1.500 e un massimo di 2.000 euro.

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“Costruire il futuro della scuola. Digitalizzazione, formazione e sburocratizzazione”, il 20 aprile convegno a Roma

All’iniziativa parteciperà il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara

Costruire il futuro della scuola. Digitalizzazione, formazione e sburocratizzazione” è il titolo dell’evento promosso dalla Gilda degli Insegnanti in programma per giovedì 20 aprile alle ore 9 all’hotel Massimo D’Azeglio di Roma.  

I lavori del convegno, moderati da Roberto Inciocchi, giornalista Sky, si apriranno con gli interventi di Rino Di Meglio, Coordinatore Nazionale Gilda degli Insegnanti, Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, e Andrea Cangini, giornalista e segretario generale Fondazione Einaudi. Seguirà una tavola rotonda alla quale parteciperanno: Michele Camisasca, Direttore Generale Istat; Carmela Bucalo, componente 7ª Commissione Istruzione Senato; Irenze Manzi, componente VII Commissione Cultura Camera; Barbara Floridia, componente Commissione 6ª Finanze e Tesoro Senato; Rossano Sasso, componente VII Commissione Cultura Camera; Antonio Naddeo, Presidente Aran. Al termine della tavola rotonda, terrà il suo intervento Paola Frassinetti, Sottosegretario di Stato dell’Istruzione e del Merito. Le conclusioni saranno affidate a Rino Di Meglio.

Negli ultimi anni, la tecnologia si è diffusa molto rapidamente in ogni settore: quando si parla di servizi, pubblica amministrazione o scuola, uno degli aspetti che viene continuamente citato è proprio quello della digitalizzazione. Da quando essa è entrata nella sfera scolastica, si sono aperti spesso vari dibattiti, in particolare su quanto possa essere corretta per gli studenti.

Il processo di digitalizzazione ha preso avvio da oltre 15 anni con l’attuazione delle prime misure di trasformazione digitale; con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e quelli strutturali europei della programmazione 2021-2027, questo processo conosce un completamento e, al tempo stesso, un nuovo, forte impulso, sia per la rilevanza degli investimenti, sia per l’approccio sistemico delle azioni. Tuttavia, si tratta di un processo molto lungo e complesso che, nella sua diffusione, ha riscontrato numerosi problemi. Innanzitutto è da rilevare che il 3% degli edifici scolastici – prevalentemente primari e dislocati per la maggior parte nel sud Italia – risulta ancora privo di qualunque connessione. Essa dunque presenta sicuramente delle sfide, come il dispendio di risorse tecnologiche, la formazione e l’aggiornamento dei docenti e degli studenti nonché la gestione della sicurezza dei dati, soprattutto in relazione alla protezione della privacy degli studenti e dei docenti. Inoltre, riduce sicuramente l’uso della memoria e della fantasia, oltre a diminuire la comunicazione e l’interattività tra studenti e docenti. D’altra parte, il facile accesso alla tecnologia dell’informazione e alla comunicazione digitalehasicuramente cambiato la velocità e il metodo di apprendimento; essa infatti offre la possibilità agli studenti di apprendere in modo più dinamico e stimolante, avendo accesso a fonti di informazione illimitate e materiali didattici e strumenti interattivi.

Nonostante vi siano sempre più scettici, il futuro della scuola digitale sarà determinato in gran parte dall’evoluzione delle nuove tecnologie, dagli investimenti e dalle scelte strategiche di chi sarà chiamato a gestire la digitalizzazione.
Tuttavia, è chiaro che la digitalizzazione nella scuola rappresenta una grande opportunità per le nuove generazioni che nascono già abituate a vivere in un mondo interamente digitale, ma sarà fondamentale analizzare anche i rischi e i pericoli connessi a questo processo, valutarne le ricadute in termini didattici e tenerne conto.

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CCNL, atto di indirizzo: Fgu chiede che i fondi già destinati al personale docente restino agli insegnanti

Prosegue all’Aran la trattativa per il rinnovo contrattuale 

Prosegue la trattativa per il rinnovo del CCNL Scuola, Università, Ricerca e Afam.

Nell’incontro di ieri, il presidente dell’Aran Antonio Naddeo ha illustrato l’integrazione all’atto d’indirizzo pervenuta nei giorni scorsi. Come sappiamo a seguito dell’accordo sottoscritto con il Ministro nel mese di novembre 2022, c’era stato l’impegno a rendere disponibili per la componente fissa della retribuzione i fondi stanziati nel Fondo del miglioramento dell’offerta formativa (Fmof), che ammontano a 260 milioni di euro. A questi bisogna aggiungere i 100 milioni di euro destinati a un compenso una tantum e i 30 milioni di euro riservati per garantire la continuità didattica e incentivare coloro che prestano servizio in sedi disagiate o nelle piccole isole.

Nel corso dell’incontro, le organizzazioni sindacali hanno espresso le loro proposte in merito alla destinazione dei fondi.
La delegazione Gilda-Unams ha proposto come criterio di distribuzione delle risorse che i fondi inizialmente destinati al personale docente restino nella disponibilità di tale personale, mentre gli altri fondi vengano ripartiti in modo proporzionale tra le varie componenti del personale scolastico.

Per quanto riguarda i fondi relativi alla valorizzazione del personale docente che garantisca la continuità didattica, la nostra delegazione ha chiesto che l’incentivo venga dato non solo a chi risiede in altra provincia.

Infine ha proposto di poter riconoscere anche al personale precario i tre giorni di permesso retribuito previsti dall’art. 15 del CCNL 2006-2009.

Maturità 2023, firmata l’ordinanza sull’esame di Stato

Si comincia il 21 giugno alle 8.30 con la prima prova scritta. Prove Invalsi requisito di ammissione, Pcto no

Firmata dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, l’ordinanza sulla Maturità 2023. L’esame di Stato inizierà il 21 giugno alle ore 8.30 con la prima prova scritta. I PCTO non sono requisito di ammissione all’esame, ma potranno essere oggetto del colloquio. Le prove INVALSI, che non concorrono alla valutazione, sono invece requisito per l’ammissione.

Tutte le prove scritte saranno a carattere nazionale, a eccezione degli istituti professionali di nuovo ordinamento. 

Tra le novità, l’introduzione della seconda prova scritta per gli istituti professionali di nuovo ordinamento. Si tratterà di un’unica prova integrata che non verterà su discipline scolastiche ma sulle attività svolte durante il percorso di studi. Nel dettaglio, le commissioni declineranno le indicazioni ministeriali sulla base del percorso formativo effettivamente svolto e dei programmi degli istituti, in un’ottica di personalizzazione, partendo da una cornice nazionale generale di riferimento e dalla tipologia di prova individuata e trasmessa dal Ministero alle scuole, tramite plico telematico, il martedì precedente il giorno di svolgimento della prova.

Il colloquio prenderà avvio da uno spunto iniziale (un’immagine, un breve testo, un breve video) scelto dalla Commissione e proseguirà con i temi più significativi di ciascuna disciplina, indicati nel documento del Consiglio di Classe di ciascuno studente che le scuole predisporranno entro il 15 maggio.

Nell’ordinanza vengono individuate disposizioni relative alle situazioni delle studentesse e degli studenti più fragili: con disabilità, con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), con bisogni educativi speciali (presenti anche nelle ordinanze precedenti) e che hanno frequentato corsi di istruzione funzionanti in ospedali, in luoghi di cura o nelle case di reclusione.

Calendario delle prove:

– prima prova scritta: mercoledì 21 giugno 2023 dalle ore 8:30

– seconda prova scritta: giovedì 22 giugno 2023 

– terza prova scritta: martedì 27 giugno 2023, dalle ore 8:30 per gli istituti presso i quali sono presenti i percorsi EsaBac ed EsaBac techno e nei licei con sezioni a opzione internazionale cinese, spagnola e tedesca.

Per quanto riguarda le suppletive, la prima prova scritta si svolge mercoledì 5 luglio 2023, dalle ore 8:30, la seconda giovedì 6 luglio 2023; la terza, per gli istituti interessati, martedì 11 luglio 2023, dalle ore 8:30.

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Resoconto incontri Aran 21 e 22 febbraio

Si è proceduto con l’esame degli articoli riguardanti il personale docente e del personale ATA

Ieri pomeriggio e stamani si sono svolti presso l’Aran due nuovi incontri per procedere alla discussione sulla parte normativa del CCNL sezione scuola.

In apertura le OO.SS. hanno posto una questione di metodo chiedendo di rinviare in coda la discussione sugli ordinamenti professionali del personale ATA e rimandare ad una sequenza contrattuale la questione disciplinare del personale docente. L’Aran si è riservata di decidere nel merito e nel frattempo questi due titoli sono stati accantonati.
Ieri si è proceduto con l’esame degli articoli riguardanti il personale docente e stamani con quelli del personale ATA.

La delegazione FGU ha proposto di inserire nel testo all’articolo 26 del CCNL 2006-2009 il riferimento alla libertà d’insegnamento quale elemento sul quale si fonda la professione del docente. In merito alla formazione, ha chiesto di introdurre un articolo unico per riportare chiarezza e ribadire, così come previsto dall’atto d’indirizzo, che la formazione è lavoro a tutti gli effetti e, se svolta al di fuori dell’orario di servizio, va retribuita.

Ha chiesto poi di rivedere gli articoli 27, 28 e 29 del CCNL 2006-2009 per chiarire gli impegni effettivi ed evitare interpretazioni fantasiose da parte dei dirigenti scolastici, alle quali purtroppo assistiamo sempre più di frequente.
Inoltre, ha proposto modifiche agli articoli 33, 34 e 88, in particolare in merito alle funzioni strumentali per le quali bisognerebbe specificare che vanno elette dal Collegio dei docenti. Per quanto concerne l’articolo 88, la nostra delegazione ha chiesto di inserire nell’articolato gli intervalli tra una lezione e l’altra che, a parer nostro, andrebbero considerati come flessibilità oraria.
Un’altra richiesta della nostra delegazione è stata quella di esaminare gli articoli relativi al personale a tempo determinato al fine di equiparare, come previsto dalla giurisprudenza europea e nazionale, i loro diritti a quelli del personale di ruolo.

Una O.S. ha proposto di aumentare il numero dei collaboratori del dirigente da retribuire con il FIS e la Gilda-Unams si è fermamente opposta sostenendo che già oltre il 50% del fondo viene destinato nelle scuole alle funzioni organizzative di pertinenza del DS, sottraendo risorse alla didattica e al miglioramento dell’offerta formativa.


Per quanto riguarda l’articolato relativo al personale ATA, si è discusso del rapporto di lavoro, in particolare del periodo di prova, dei permessi e dell’articolo 59 del CCNL 2006-2009.

La prossima riunione è stata fissata al 7 marzo alle ore 15 con all’O.d.G. la sezione Università.

22/02/2023                                                                                                                                               La Delegazione

Mobilità, trattativa ancora al palo. Chiesto incontro politico

Nella bozza presentata dall’Amministrazione permangono i blocchi. Insoddisfatti tutti i sindacati

Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro sul contratto della mobilità che si è svolto il 17 febbraio al ministero dell’Istruzione e del Merito. L’Amministrazione ha, infatti, presentato ai sindacati una bozza che mantiene inalterati i blocchi a causa, come sostiene il ministero, di impegni assunti relativamente al PNRR.

Tutte le organizzazioni sindacali hanno espresso la loro insoddisfazione e richiesto un incontro a livello politico.  

Contratto e Autonomia Differenziata, grande partecipazione all’assemblea online

Oltre 9mila persone collegate. Ospite Mauro Volpi, docente di  Diritto Costituzionale all’Università di Perugia

Grande partecipazione all’assemblea nazionale online indetta dalla Federazione Gilda-Unams che si è svolta il 14 dicembre: oltre 9mila le persone collegate da tutta Italia tra personale docente e Ata per ascoltare gli interventi di Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Federazione Gilda-Unams, e del professor Mauro Volpi, docente di  Diritto Costituzionale all’Università di Perugia e componente del Direttivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. 

All’ordine del giorno, il contratto scuola e l’iniziativa di raccolta firme contro la regionalizzazione del sistema scolastico prevista dal disegno di legge sull’Autonomia Differenziata, campagna promossa dal Coordinamento per la democrazia costituzionale e sostenuta attivamente dalla FGU.

All’assemblea hanno preso parte anche il presidente della FGU, Orazio Ruscica, e i componenti dell’Esecutivo.  

Nel suo intervento, Di Meglio ha ripercorso le tappe che hanno portato alla firma dell’accordo riguardante la parte economica del contratto per un acconto, “pari a circa il 95 per cento delle risorse disponibili, da corrispondere entro la fine dell’anno. Resta da chiudere tutta la parte normativa del contratto sulla quale, in questi mesi, non sono stati fatti molti passi avanti nella trattativa con l’Aran. Una partita complessa, – ha detto Di Meglio – considerata la presenza nello stesso comparto di scuola, università, ricerca e Afam, quattro realtà molto diverse tra di loro per professionalità e normative”.

Il coordinatore nazionale della FGU ha poi illustrato i nodi principali della parte normativa del contratto, sottolineando che il primo testo proposto dall’Aran ai sindacati presentava aspetti peggiorativi. “Un esempio per tutti, le norme disciplinari per gli insegnanti, di cui si prevedeva un assurdo inasprimento e che rappresentano un argomento molto delicato perché il rischio è che venga lesa la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione”. In merito a questo aspetto, Di Meglio ha ribadito che il dirigente scolastico non può essere il titolare del potere sanzionatorio e che la questione deve essere attribuita a ufficio terzo, “perché in nessun procedimento di natura disciplinare è previsto che un’unica persona sia parte in causa, inquirente e giudicante, si tratta di funzioni che devono rimanere separate”. 

“Altre battaglie che combatteremo sul fronte della contrattazione – ha concluso Di Meglio – riguardano l’equiparazione dei diritti tra precari e personale assunto a tempo indeterminato, l’eliminazione dei vincoli alla mobilità e la sburocratizzazione della funzione docente”.

Molto apprezzato l’intervento del professor Volpi, secondo il quale “la scuola avrebbe bisogno di più risorse, di edifici più nuovi e dotati dei necessari  strumenti didattici e tecnologici, occorrerebbero interventi contro la descolarizzazione, un trattamento economico più dignitoso per gli insegnanti, tra i meno pagati dei Paesi civilizzati, e il superamento definitivo del precariato”.

Entrando, poi, nel merito dell’Autonomia Differenziata prevista dall’articolo 116 della Costituzione, il professore Volpi ha spiegato che, in base alle intese tra le Regioni Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e il Governo, siglate con trattative quasi di tipo privatistico all’insaputa delle altre Regioni e dei cittadini italiani, le norme generali sull’istruzione attualmente nella competenza esclusiva dello Stato verrebbero trasferite alla competenza legislativa delle regioni e l’istruzione, che adesso è materia concorrente, diventerebbe interamente regionale. “Significa – ha spiegato il costituzionalista – che le singole Regioni avrebbero potere decisionale sull’organizzazione della scuola, sui programmi scolastici, sulla determinazione degli organi di governo della scuola, sugli indirizzi educativi e culturali, che potrebbero indire concorsi regionali e determinare un trattamento economico regionalizzato. Tutto ciò in piena contraddizione con l’articolo 5 della Costituzione, che sancisce l’unitarietà e l’indivisibilità della Repubblica italiana,  – ha evidenziato Volpi – e anche con articolo 3, perché inevitabilmente aumenterebbero le disuguaglianze territoriali”.

Una situazione che rischia di essere ulteriormente aggravata dall’oggettiva difficoltà di  predeterminare entro 12 mesi i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) che la legge di Bilancio affida a una cabina di regia. “Occorrerebbero tra i 60 e gli 80 miliardi – spiega Volpi – mentre, rispetto alla crescita galoppante dell’inflazione, le risorse per istruzione e sanità risultano tagliate. Se non si riuscirà a definire i Lep entro un anno, il compito passerà a un commissario. Si tratterebbe di un colpo alla democrazia – ha avvertito il costituzionalista – che relegherebbe il Parlamento a una funzione di mera approvazione di un’intesa sottoscritta tra Governo e singola regione”.

Volpi ha, dunque, illustrato la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare con cui viene posta una serie di limiti all’Autonomia Differenziata, prevedendo che il trasferimento di singole funzioni alle regioni siano legate alle specificità territoriali e che non ci siano più intese tra singole Regioni e Governo, che la Regione interessata possa fornire un parere e che spetti poi al Parlamento decidere se e come legiferare in merito. Prevista, inoltre, la possibilità, adesso non contemplata, di ricorrere al referendum e sanare così un vulnus alla sovranità popolare. 

La proposta di legge prevede che la scuola torni a essere competenza legislativa esclusiva dello Stato,  mentre rimarrebbe concorrente l’assistenza e l’edilizia scolastica e anche l’istruzione professionale. “Le decisioni fondamentali che riguardano la scuola pubblica devono essere prese dallo Stato” – ha rimarcato Volpi, che ha concluso il suo intervento con lo slogan ‘una scuola più giusta e meno diseguale per un Paese più civile’.

Per firmare online la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare “Modifica dell’articolo 116 comma 3 della Costituzione, concernente il riconoscimento alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia, e dell’art. 117, commi 1, 2 e 3, con l’introduzione di una clausola di supremazia della legge statale, e lo spostamento di alcune materie di potestà legislativa concorrente alla potestà legislativa esclusiva dello Stato”, è sufficiente collegarsi al link https://raccoltafirme.cloud/app/user.html?codice=CDC muniti di SPID.

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Anno di formazione e prova per i neo assunti in ruolo, pubblicata la circolare

La nota fa riferimento al decreto ministeriale n. 226 del 16 agosto 2022 

orologio-formazione29-e1493692664459Pubblicata la circolare riguardante l’anno di formazione e prova per i docenti neo assunti in ruolo. La nota fa riferimento al DM n. 226 del 16 agosto 2022 che detta le modalità di svolgimento del test finale, le procedure e i criteri di valutazione del personale docente in periodo di prova.

Il percorso formativo è articolato in quatto fasi: incontri propedeutici e di restituzione finale; laboratori formativi; peer to peer e osservazione in classe; formazione on line.

Il percorso ha una durata di 50 ore di impegno complessivo.