Sottoscritto all’Aran il CCNL Scuola valido per il triennio 2022-24
Si è chiuso oggi il tavolo delle trattative per il rinnovo del CCNL valido per il triennio 2022-24 del comparto Scuola.
La Federazione Gilda Unams, attraverso il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana, spiega in una nota le motivazioni alla base della firma.
“La FGU oggi ha sottoscritto il contratto, consapevole che le risorse stanziate siano esigue rispetto all’inflazione del triennio e questo riguarda tutto il comparto, ovvero scuola università afam e ricerca.Tuttavia, vogliamo anche sottolineare un traguardo molto importante ottenuto, ovvero che quello che doveva andare di incremento al MOF, poco più di 100 milioni di euro, andrà come storica richiesta della federazione gilda unams direttamente nelle buste paga incrementando la Rpd e la Cia. Richiediamo però fin da subito che si avviino le trattative per il CCNL 2025-27, prevedendo un impegno politico a stanziare nella Legge di Bilancio ulteriori risorse per il comparto.
Inoltre, si constata, che con l’attuale quadro normativo-contrattuale sarà impossibile far recuperare potere d’acquisto a tutto il comparto ed in particolare al personale della scuola. Finché non avverrà lo scorporo della Scuola dalla contrattazione e dai finanziamenti previsti per tutto il pubblico impiego, con l’istituzione di un contratto separato per la docenza e per il personale ATA, sarà impossibile restituire autorevolezza e riconoscibilità sociale a tutto il personale della scuola”.
stipendio
SCUOLA, RECUPERO 2013, GILDA: OCCORRE AZIONE POLITICA E DESTINAZIONE AMPIA RISORSE NEI CEDOLINI
La posizione della Gilda dopo l’udienza della Cassazione
Mercoledì 2 aprile, presso la sezione lavoro della Corte di Cassazione, si è svolta l’udienza sul ricorso presentato dal MIM contro la decisione della Corte d’Appello di Firenze riguardo al riconoscimento dell’anno 2013 ai fini della progressione di carriera.
Una questione su cui la Gilda degli Insegnanti ha da sempre manifestato impegno affinché venga restituito l’anno 2013, escluso dai conteggi utili alla progressione stipendiale e giuridica del personale scolastico, a causa delle misure di contenimento della spesa pubblica introdotte dal Decreto Legge n. 78/2010.
“Riteniamo che sia opportuno per l’amministrazione prevenire eventuali contenziosi, anche per evitare aggravi sulle risorse dello Stato e ribadiamo la necessità di un’azione politica, oltre ad una destinazione più ampia delle risorse contrattuali nei cedolini del personale insegnante”. E’ quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.
Così in una nota la Gilda degli Insegnanti
CARTA DOCENTE, L’APPELLO DELLA GILDA AL GOVERNO: DIVENTI PARTE INTEGRANTE DELLO STIPENDIO
La richiesta della Gilda Unams
Facciamo un appello al governo affinché consideri con attenzione la trasformazione delle risorse destinate alla Carta Docente in una voce strutturale dello stipendio, assicurando così una maggiore stabilità economica e sottraendole alle variabili politiche di governo.
Trasferire i fondi del bonus nella Retribuzione Professionale Docenti (RPD), significherebbe creare un incremento certo e permanente del reddito per tutto il personale docente. In questo modo, si eviterebbero le complicazioni legate all’utilizzo di piattaforme e bonus temporanei, garantendo invece un riconoscimento stabile e duraturo nel tempo, anche al personale con contratto a tempo determinato.
Inoltre, per incentivare l’aggiornamento professionale, la Gilda propone l’introduzione di una deduzione fiscale specifica per le spese che i docenti sostengono nell’acquisto di strumenti tecnologici, formazione, libri e testi necessari al lavoro didattico.
La Federazione Gilda-Unams, con l’obiettivo primario di garantire la crescita e il riconoscimento della professione docente, ritiene necessario battersi per il rafforzamento del ruolo centrale che gli insegnanti occupano nel sistema educativo italiano.
La Federazione Gilda-Unams
BONUS MAMME, AL VIA LE DOMANDE
Si è svolto ieri l’incontro con i sindacati promosso dal MIM sulla decontribuzione delle lavoratrici madri

Si è svolto ieri l’incontro con i sindacati promosso dal MIM sulla decontribuzione delle lavoratrici madri, nel quale è stata fornita l’informativa sulla legge, sulle modalità e sui tempi di presentazione delle domande per ottenere il beneficio.
La legge del 30 dicembre 2023 n.213 riguarda sia le lavoratrici pubbliche che private, madri di 3 o più figli di cui uno di età inferiore a 18 anni, in servizio a tempo indeterminato nelle scuole statali di ogni ordine e grado. Per la sola annualità 2024, la norma stabilisce in via sperimentale che possono presentare l’istanza anche le lavoratrici madri di due figli di cui 1 di età inferiore a 10 anni.
Per non appesantire il lavoro delle Segreterie scolastiche il Ministero dell’Istruzione e del merito ha stabilito che le interessate devono presentare la domanda del beneficio tramite il SIDI entro e non oltre il giorno 8 aprile 2024.
Su richiesta della delegazione FGU presente, l’Amministrazione ha chiarito che saranno diramate ulteriori istruzioni per le lavoratrici che matureranno, durante la vigenza della norma, il diritto al beneficio o a seguito della nascita del terzo figlio e della nomina a tempo indeterminato.
Giovedì 19 ottobre 2023: assemblea sindacale provinciale
Si terrà dalle ore 8.00 alle ore 10.00 (e comunque nelle prime due ore di lezione) presso l’AULA MAGNA della Scuola Secondaria di Primo Grado F.U. Della Torre di GRADISCA D’ISONZO.
Sara’ presente il prof. Cesario Oliva , componente della Direzione Nazionale della Gilda degli Insegnanti.
CCNL 2019-2021, tutte le cifre degli aumenti in busta paga
Schede di sintesi dei principali aspetti relativi al trattamento economico per docenti e personale ATA

L’ipotesi di CCNL 2019-2021sui principali aspetti del trattamento economico del personale del comparto Istruzione e Ricerca, sottoscritta lo scorso 11 novembre dopo l’accordo politico siglato il giorno precedente tra il ministro Valditara e i sindacati rappresentativi, prevede l’anticipo del 95% delle risorse disponibili:
- 2,21 miliardi per gli aumenti contrattuali e gli arretrati
- 89 milioni per la retribuzione professionale dei docenti
- 100 milioni una tantum stanziati dal nuovo governo destinati alla componente fissa della retribuzione accessoria per l’anno 2022.
Tutte le schede di sintesi con le tabelle relative agli aumenti previsti per docenti e personale ATA.
Siglato all’Aran il contratto scuola per la parte economica
Di Meglio: “Adesso tratteremo sulla parte normativa dove, tra l’altro, bisogna intervenire sui vincoli alla mobilità e sui diritti dei lavoratori precari”
“È positivo che tutti coloro che lavorano nel comparto ricevano un sostanzioso acconto sulla parte economica. Adesso continuiamo a trattare sulla parte normativa dove tra le varie questioni bisogna intervenire sui vincoli alla mobilità e sui diritti dei lavoratori precari. Sono già tantissime le sentenze che stabiliscono un’equiparazione di trattamento con il personale assunto a tempo indeterminato e quindi dal contratto devono essere eliminate tutte le norme discriminatorie”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Federazione Gilda-Unams, commenta la firma della parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021 avvenuta oggi all’Aran dopo l’accordo politico raggiunto ieri con il ministro Valditara.
Allegati
CCNL, firmato accordo politico con ministro Valditara
Domani la sigla all’Aran della parte economica del contratto Istruzione e Ricerca
Si è concluso con la firma di un accordo politico, cui farà seguito domani alle 14.00 l’incontro all’Aran per la firma definitiva della parte economica del contratto Istruzione e Ricerca.
L’incontro di oggi tra sindacati e ministro – commentano i segretari generali di categoria – segna una svolta decisiva nel confronto fra le parti per il rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca. L’accordo prevede una prima sequenza contrattuale di natura economica, da definire nella giornata di domani con l’utilizzo delle risorse disponibili, finalizzato a liquidare entro dicembre gli arretrati maturati nel corso del triennio di vigenza contrattuale e a corrispondere una prima tranche di aumento alle retribuzioni del personale.
È invece da mettere in collegamento con l’iter della Legge di Bilancio e con l’impegno del ministro a reperire risorse aggiuntive, la ulteriore sequenza contrattuale a completamento della parte economica del contratto, che garantirà alla categoria ulteriori 300 milioni in più nella parte di retribuzione fissa.
Un contributo importante alla conclusione del confronto è venuto anche dallo stanziamento di un ulteriore budget di 100 milioni di euro (una tantum) che saranno resi disponibili con un decreto legge in corso di approvazione nella seduta odierna del Consiglio dei Ministri. Secondo l’intesa, il negoziato prosegue sulla parte normativa, libero dall’urgenza della definizione della parte economica imposta dalle contingenze derivanti dall’aumento del costo della vita.
Arretrati e incrementi concordati saranno corrisposti, con procedura straordinaria, a dicembre a tutto il personale del comparto.
È stato fatto un grande lavoro, superando le difficoltà che si stavano registrando proprio sulla partita delle risorse a partire dall’utilizzo dei 300 milioni, prima dirottati sui fondi MOF – sottolineano i segretari di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams – e oggi nella piena disponibilità del personale.
Domani la firma di un contratto che certamente rappresenta un passo avanti nella direzione giusta.
Roma, 10 novembre
Il 30 maggio sciopero nazionale della scuola
Tentativo di conciliazione fallito: sindacati uniti in protesta contro le norme su reclutamento e formazione contenute nel decreto legge 36
Sciopero della scuola per l’intera giornata il 30 maggio. Questa la decisione assunta dai sindacati di categoria al termine della riunione che si è svolta questa mattina al ministero del Lavoro.
Nessuna risposta è giunta in merito alle richieste delle organizzazioni sindacali di modifica del DL 36 su formazione e reclutamento approvato nei giorni scorsi dal Governo.
Su tre punti essenziali – affermano i segretari generali di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams – è mancata ogni forma di possibile mediazione:
– lo stralcio completo delle disposizioni di legge che incidono sulla libera contrattazione
– l’individuazione di risorse finanziarie adeguate per procedere al rinnovo contrattuale
– la stabilizzazione del personale precario che viene enormemente penalizzato dalle nuove regole
“La rigidità del ministero rispetto alle questioni sollevate non ha lasciato margini – sottolineano Francesco Sinopoli, Ivana Barbacci, Pino Turi, Elvira Serafini, Rino Di Meglio – per questo abbiamo deciso di avviare un percorso di forte protesta, con diverse forme di mobilitazione, non escluso lo sciopero degli scrutini, e di informazione capillare del personale della scuola”.
Il prossimo appuntamento sarà quello dei direttivi unitari fissato per venerdì 13 maggio.

