La petizione lanciata dalla Gilda per abolire il provvedimento
Il provvedimento che consente alle famiglie di confermare il docente di sostegno ci riporta indietro ai tempi della Renziana legge 107, che prevedeva la chiamata diretta e alla quale la Gilda degli Insegnanti si oppose fortemente.
Per questo motivo pochi giorni fa è stata lanciata una petizione che in poco tempo ha raggiunto oltre 5mila firme. “Un risultato che conferma probabilmente un pensiero condiviso, ovvero quello per cui la Scuola non deve somigliare ad un supermarket in cui la clientela sceglie ed elimina i servizi a proprio piacimento”. E’ quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana.
“I docenti sono d’accordo con noi – continua Castellana – nell’abolire un provvedimento che in realtà non estingue il problema della continuità didattica, anzi, aumenterà la burocrazia e potrebbe anche alimentare il clientelismo, oltre a creare un danno economico per via dei numerosi contenziosi che causerebbe”.
Con la petizione, che è ancora attiva, la Gilda chiede che il provvedimento venga ritirato.
“Sappiamo che c’è un problema di continuità sui posti di sostegno, causato però solo dal fatto che molte cattedre sono in deroga, basterebbe trasformare questi posti in organico di diritto e assumere gli stessi. Per garantire un’istruzione di qualità a tutti – conclude Castellana – dobbiamo fare in modo che la Scuola torni a rappresentare un centro di eccellenza, in cui i docenti di sostegno lavorano a tempo indeterminato e con continuità, così da fare davvero la differenza nella vita degli studenti”.
La misura riguardante le graduatorie per il reclutamento del personale scolastico
“Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto per quanto riguarda la trasparenza delle graduatorie nel reclutamento per il reclutamento dei docenti. E’ il commento del coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana riguardo al disegno di legge presentato alla Camera “Conversione in legge del decreto legge 14 marzo 2025, n. 25, recante disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni”.
“Sono state numerose le richieste di intervento da parte della nostra organizzazione sindacale – afferma Castellana – al MIM, e sembra che queste siano state accolte”.
Infatti, tra le norme previste nel decreto legge, c’è una misura riguardante le graduatorie per il reclutamento del personale scolastico, che ora dovranno evidenziare le riserve, le precedenze e le preferenze applicate.
“Un traguardo che ci rende orgogliosi del lavoro svolto, sia perché conoscere la posizione dei docenti da il senso di giustizia sociale e di legittimità, sia perché la trasparenza permette di evitare i numerosi contenziosi da parte di chi pur avendo totalizzato punteggi superiori, si è visto scavalcato in graduatoria”.
Così come è posto, il questionario sulle nuove Indicazioni Nazionali che gli insegnanti devono compilare entro il 10 aprile, sembra somigliare ad un silenzio assenso. In qualsiasi modulistica, quando si ha la possibilità di dare un parere che sia positivo o negativo, il campo “Nessuna risposta” viene dopo il “sono favorevole” e il “sono contrario”.
Nel modulo in questione, inviato dal Ministero dell’Istruzione, tutto è possibile fuorché essere in disaccordo con le nuove indicazioni nazionali che, al contrario, ancor prima di essere rese pubbliche, hanno ricevuto le critiche dalla maggior parte del mondo della Scuola.
Un modus operandi che fa venire meno l’obiettivo principale e comune, ovvero quello di avviare un dibattito e una riflessione più accurata. Con le risposte proposte ai docenti nei vari quesiti, infatti, sembra ci sia piuttosto la volontà di ‘manipolare’ il questionario per evitare invece un dialogo costruttivo, volto al miglioramento di alcuni aspetti.
Tutto ciò che gioverebbe ora alla scuola, è proprio il confronto con chi quelle indicazioni poi dovrà metterle in campo nelle classi, con gli studenti. Dispiace constatare, invece, che anche stavolta gli insegnanti siano trattati come pedine e non visti, piuttosto, come protagonisti di percorsi formativi che incidono poi sul futuro delle nuove generazioni e dei nostri figli.
Così in una nota il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana
Gli aspiranti che abbiano conseguito o intendano conseguire il titolo di abilitazione e/o specializzazione entro il 30 giugno 2025 potranno presentare domanda di inserimento negli elenchi aggiuntivi a partire dalle ore 9:00 del 14 aprile fino alle ore 23:59 del 29 aprile 2025. Per la compilazione dell’istanza sarà necessario accedere al Portale Unico del reclutamento utilizzando le credenziali SPID o CIE e risultare abilitati al servizio “Istanze on line“, attraverso il quale si potrà procedere direttamente con la domanda.
Il decreto prevede che i candidati che conseguiranno il titolo di abilitazione o specializzazione dopo la scadenza delle domande, ma comunque entro il 30 giugno 2025, potranno iscriversi con riserva negli elenchi aggiuntivi. Gli aspiranti dovranno successivamente comunicare l’avvenuto conseguimento del titolo attraverso il sistema informativo agli uffici scolastici territoriali competenti.
Le dichiarazioni di avvenuto conseguimento del titolo potranno essere presentate a partire dalle ore 9.00 del 16 giugno 2025 e fino alle 23.59 del 3 luglio 2025. La riserva è sciolta negativamente qualora il titolo non venga conseguito entro il 30 giugno 2025.
Termini di presentazione domande: DOCENTI: 07 – 25 marzo 2025, PERSONALE EDUCATIVO: 07 – 24 marzo 2025, DOCENTI DI RELIGIONE: 21 marzo – 17 aprile 2025 in formato cartaceo
Precisiamo che per la consulenza ed assistenza nella compilazione delle domande di mobilità daremo appuntamenti nelle seguenti giornate: 12 – 13 – 19 – 21 marzo, prenotabili al seguente link: prenotazione consulenza domande mobilità 2025/26
Le altre tematiche saranno trattate, su appuntamento, al venerdì ( prenotabile dal sito) oppure a distanza inviando il quesito via email asam.gorizia@libero.it ,o via messaggio WhatsApp al 3409052906.
Raccomandiamo ai colleghi che hanno fissato un appuntamento in presenza per la consulenza sulle domande di trasferimento e/o passaggio di seguire le istruzioni sottostanti prima di presentarsi:
munirsi di Spid o CIE identità digitale indispensabile per compilare la domanda on line;
presentarsi con la domanda già compilata in bozza ( soprattutto l’indicazione delle sedi) e gli allegati necessari già compilati ed inseriti al sistema.
Compilare gli allegati necessari: l’allegato D relativo al proprio ordine di scuola, l’allegato Frelativo al servizio continuativo, così come gli altri eventuali allegati che vi possano servire e che trovate tutti disponibili nell’allegataGUIDA ALLA MOBILITÀ
In alternativa alle singole dichiarazioni è possibile compilare la Pluridichiarazione-sostitutiva(1) che trovate anche negli allegati.
Si raccomanda, inoltre, agli stessi di leggere attentamente le slide sulle novità per il 2025-26 .
La nostra attività di consulenza sarà di verifica e /o correzione della domanda compilata.
Per ulteriori approfondimenti sono consultabili i seguenti documenti:
La scorsa settimana il MIM ha emanato i primi decreti ministeriali
La Federazione Gilda Unams sostiene da sempre che la procedura abilitante così come è concepita, è farraginosa, irta di ostacoli e inadeguata, soprattutto per far fronte ad un precariato ormai dilagante nel comparto Scuola.
La scorsa settimana, infatti, il MIM ha emanato i primi decreti ministeriali con l’autorizzazione dei posti disponibili per i vari percorsi universitari necessari per poter ottenere l’abilitazione all’insegnamento, nelle scuole secondarie di I e II grado.
Decreti che contengono solo una parte degli accreditamenti già effettuati, rimandando ad un decreto successivo un elenco aggiuntivo. Si tratta di circa 45mila posti a fronte dei 70mila previsti.
Una scelta inammissibile sotto ogni punto di vista in quanto i candidati che faranno scelte sulla base del primo elenco, ne saranno un domani magari penalizzati dal fatto che nel secondo elenco potrebbero comparire sedi universitarie molto più comode.
Oltre a questo, ricordiamo sempre l’avvilente attesa dei vincitori del PNRR1, cui è stato garantito l’accesso ai percorsi abilitanti, che attendono da mesi di conoscere il loro destino. Il tutto aggravato dal fatto che i corsisti dovranno sostenere integralmente le spese del corso, circa 2.500 euro.
Una situazione lesiva della dignità professionale di questa categoria di lavoratori, che a pochi mesi dalla fine dell’anno scolastico e nel pieno delle attività didattiche con gli scrutini alle porte, ancora non sanno se, dove e quando potranno passare sotto le forche caudine rappresentate da un percorso abilitante imposto dall’alto e che dovranno pagarsi, pena, la perdita del posto di lavoro.
La sintesi del decreto del 24/02/2025, con l’autorizzazione dei posti dei percorsi abilitanti
IL PRESENTE DECRETO RIGUARDA ESCLUSIVAMENTE L’AUTORIZZAZIONE DEI POSTI ACCREDITATI ALLE UNIVERSITA’ PER L’A.A. 2024/25.
I POSTI IN QUESTIONE, ELENCATI NELL’ALLEGATO A, RIGUARDANO I PERCORSI STANDARD DA 60 CFU E I PERCORSI DA 30 CFU RIVOLTI A COLORO CHE HANNO ALMENO 3 ANNI DI SERVIZIO, NEGLI ULTIMI 5, IN UNA SCUOLA STATALE O DI CUI ALMENO 1 SVOLTO NELLA CLASSE DI CONCORSO SPECIFICA, A QUESTA TIPOLOGIA DI DOCENTI, VIENE RISERVATO IL 45% DEI POSTI DISPONIBILI.
L’ACCESSO A QUESTI PERCORSI VIENE SELEZIONATO SULLA BASE DI UNA GRADUATORIA STILATA SECONDO L’ALLEGATO B.
OGNI CANDIDATO POTRA’ PRESENTARE DOMANDA RELATIVA AD UNA CLASSE DI CONCORSO IN UNA SOLA ISTITUZIONE.
I CANDIDATI CON TITOLO ESTERO NON ABILITANTE POSSONO PRESENTARE DOMANDA PRESSO UN’UNIVERSITA’ CHE AVRA’ IL COMPITO DI VALUTARNE IL TITOLO AI FINI DELL’AMMISSIONE AL PERCORSO.
OLTRE AI POSTI ACCREDITATI DA QUESTO DECRETO LE UNIVERSITA’ DOVRANNO FARSI CARICO ANCHE DEI PERCORSI ABILITANTI DESTINATI AI VINCITORI DEL CONCORSO PNRR1.
RESTA SEMPRE IL LIBERO ACCESSO AD UN PERCORSO ABILITANTE PER COLORO CHE GIA’ POSSIEDONO UN’ABILITAZIONE O UNA SPECIALIZZAZIONE.
La novità è introdotta dal decreto PA approvato dal Consiglio dei Ministri
“La trasparenza nelle graduatorie per il reclutamento dei docenti è fondamentale ed è una richiesta che la Gilda degli Insegnanti ha portato avanti per molti mesi”. E’ il commento del coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana, a seguito della novità introdotta dal decreto PA approvato dal Consiglio dei Ministri.
“Fino ad ora e per troppo tempo – dichiara Castellana – abbiamo avuto una situazione nella quale la mancanza di trasparenza ha creato diversi contenziosi, approdati al TAR, soprattutto da chi, pur avendo totalizzato punteggi superiori, si è visto scavalcato in graduatoria”.
“E’ doveroso – conclude Castellana – in merito alle graduatorie concorsuali, conoscere la posizione dei docenti, delle relative preferenze e delle precedenze. Questo da il senso di giustizia sociale e di legittimità, assicurando così la tutela dei diritti di ogni candidato”.
Pervenuta dall’AT. di Gorizia la nota sulla presentazione delle Istanze di part-time per il personale scolASTICO. La domanda di trasformazione, modifica, rientro o conferma del rapporto di lavoro a tempo pieno/parziale, del personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato del comparto scuola, va presentata, per il tramite del Dirigente Scolastico, all’Ambito Territoriale della provincia in cui si trova la sede di titolarità, entro il 15 marzo 2025.
Si allega:
la nota dell’AT di Gorizia e gli allegati da compilare
Dal mese di ottobre non ricevono lo stipendio. Chiediamo incontro con MIM
E’ vergognoso e inaccettabile quanto si sta perpetuando ai danni di centinaia di docenti precari che dal mese di ottobre ancora non hanno visto accreditarsi lo stipendio.
Una situazione drammatica, uno scenario sicuramente solo italiano, che ancora una volta ignora i bisogni del comparto docente, compromettendone la serenità e facendolo risultare l’ultima ruota del carro. Il primo diritto di ogni cittadino lavoratore è ricevere la giusta retribuzione per il lavoro che svolge, per adempire anche a tutte quelle spese che ognuno, nella vita di tutti i giorni, deve coprire.
La Gilda degli Insegnanti, per questo, chiede formalmente un incontro al Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, affinché si intervenga nell’immediato per una risoluzione del problema.