Linee guida per la scuola dell’infanzia: una riflessione

Pubblichiamo l’ultimo lavoro poetico del ns vice Coordinatore provinciale, Chiara Moimas: una riflessione sulla scuola dell’infanzia ma non solo…

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BUON GIORNO, SONO LA SCUOLA DELL’INFANZIA
dimenticata in questa pandemia, si pensa forse di spazzarmi via?
Infatti son finita nello zero-sei e ad essere sincera proprio non vorrei
riprendere quel ruolo meramente assistenziale, fuori dal sistema d’istruzione nazionale.
Di certo la mia storia non è quella del nido e delle linee guida assai diffido,
ho un diverso personale, altre esigenze, vi siete resi conto delle differenze?
Una più di tutte salta agli occhi: in ogni sezione ci son 28 marmocchi.
Certo capisco la difficoltà, con bimbi così piccoli come si fa?
Girano per l’aula, si scambiano le costruzioni, hanno i moccoli in tutte le stagioni, in gruppo si stringono attorno alla maestra gridando tutti assieme quasi fossero un’orchestra.
Ma per eliminare le classi pollaio, ahimè bisogna rompere il salvadanaio!
Pur ai tempi in cui non c’era l’emergenza questo problema meritava precedenza: da sempre, invece, si accorpa e si ridimensiona e poi si spera nella stella buona!
Ora si parla di gruppi piccolini, ma formati da quanti bambini?
Le linee guida non si sbilanciano, 15, 10 e quelli che avanzano
in quali spazi andranno a finire?
Le linee guida non lo sanno dire.
Ci sono scuole con sei sette, sezioni, come si faranno le turnazioni
per lavarsi le mani, per uscire e per entrare?
Le linee guida ci devono pensare.
E nel rispetto della norma contrattuale il doppio ci vorrà di personale.
E poi per i servizi e per la mensa ci vogliono gli addetti, ma tu pensa,
qualcuno che aiuti che pulisca e disinfetti quando fanno la pipì i mocciosetti.
ME NE GUARDO DALL’ESSERE NOIOSA, MA I BIMBI SON LA COSA PIÙ PREZIOSA,
MERITEVOLI DI GRANDI ATTENZIONI, SOPRATTUTTO DALLE ISTITUZIONI:
REGGERANNO IL MONDO DEL DOMANI E TUTTI SARETE NELLE LORO MANI!
(Chiara Moimas)